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Rifiuti, indagine chiusa: assunzioni in aggiunta alla corruzione

Per l’ex sindaco Consales e Screti rischio di processo: il primo continua a negare le utilità, il secondo ha già confessato svelando di aver inserito nella Nubile persone vicine all’ex primo cittadino. Tra le persone interrogate anche l’ex assessore Giunta. Contestata l’interruzione di pubblico servizio pure a De Marco, nuovo amministratore della Nubile, ritenuto testa di legno

BRINDISI – I verbali degli interrogatori dell’imprenditore Luca Screti sono diventati fonte di prova della corruzione diventata ancor più pesante nei confronti dell’ex sindaco di Brindisi Mimmo Consales, accusato di aver ottenuto “utilità” in cambio dell’assegnazione dell’appalto per la gestione dell’impianto di Cdr alla Nubile: non solo la tangente da trentamila euro, versata in tranche, ma l’inserimento alle dipendenze della società, di persone vicine o comunque segnalate dall’ex primo cittadino che continua a negare qualsiasi accordo parlando di semplice contributo elettorale.

La Procura, al contrario, non solo ha confermato quanto già emerso nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita il 6 febbraio scorso, ma ha esteso la corruzione facendo transitare nel capo di imputazione un certo numero di assunzioni che sarebbero state chieste da Consales nel corso dei mesi in cui Nubile era gestore del sito di via per Pandi, a fronte di un appalto del valore di 176.514.000 euro.

E’ quanto emerge dagli avvisi di conclusione delle indagini che devono ancora essere notificati a Consales e Screti, per i quali il rischio di finire sotto processo ora è quanto mai concreto: hanno venti giorni di tempo per presentare memorie e chiedere eventualmente un nuovo interrogatorio, dopo quelli resi ai pm, sia pure in tempi differenti e con risultati diversi, posto che se è vero che i due sono tornati liberi lo scorso mese di maggio, a distanza di pochi giorni, è altrettanto vero che Screti ha incassato il parere favorevole dei magistrati mentre per Consales il parere è stato negativo ritenendo attuali le esigenze cautelari per il pericolo di reiterazione del reato non essendo stati tagliati i rapporti nel concreto.

Avvisi di conclusione delle indagini anche per Massimo Vergara, il commercialista dell’imprenditore brindisino, rimesso subito in libertà per aver mostrato “un atteggiamento collaborativo” e ancora a Marcello Caramuscio, in relazione al ruolo di direttore tecnico dell’impianto di Cdr, dimessosi dopo una serie di contrasti con Screti e passato in forza alla società Formica Ambiente. E ancora avviso di conclusione indagine a Francesco De Marco, arrivato a sostituire Screti come amministratore unico della Nubile, ma ritenuto “una testa di legno”, per il quale il rischio di processo è legato all’interruzione di pubblico servizio.Il ruolo di De Marco era già emerso nell’ordinanza di arresto (vedasi l’articolo del 13 febbraio scorso) in relazione a quanto avvenne lo scorso 30 novembre nel sito di via per Pandi, quando  la società Nubile portò via i mezzi dall’impianto di proprietà del Comune di Brindisi che aveva in gestione dal 20 luglio 2012, in forza di un contratto l’Ente cittadino ha risolto per gravi inadempienze, solo dopo il commissariamento dell’Oga per mano della Regione Puglia. 

Il sito venne chiuso e restò inaccessibile anche dopo, nonostante l’ordinanza firmata dal governatore Michele Emiliano il 4 dicembre 2015 con la quale si intimava alla società Nubile di “smaltire nella discarica Formica Ambiente le migliaia di tonnellate di rifiuti solidi urbani presenti nell’impianto di Cdr, abbandonate al pari dello stesso impianto”.

Non essendoci più i mezzi della Nubile e non essendo ancora stato perfezionato il cambio di titolarità nel contratto, in favore dell’Amiu, la muncipalizzata del Comune di Bari, previsto inizialmente per il 16 dicembre, il sito venne chiuso determinando, quindi, un’interruzione del servizio ritenuto pubblico e una violazione dell’ordinanza. 

Su tale aspetto con annesse conseguenze  in termini di disagio per l’impossibilità di procedere con lo smaltimento dei rifiuti sia a Brindisi che nei comuni della provincia, c’era stata anche una relazione della stessa struttura commissariale dell’Organo di governo d’ambito trasmessa in Procura, all’attenzione del capo, Marco Dinapoli, agli inizi del mese di dicembre, con tutti i provvedimenti adottati per l’impianto di Cdr.

Sulla situazione del sito e più esattamente sulla quantità di rifiuti presenti in via per Pandi, al momento della decisione di Nubile di andar via, i carabinieri del Noe presentarono una notizia di reato in Procura, il 7 gennaio scorso, unita per connessione al procedimento penale sulla gestione del Cdr che ha poi portato agli arresti di Screti, dell’ex sindaco Mimmo Consales e del commercialista Massimo Vergara, per corruzione, truffa aggravata e frode, ai danni del Comune di Brindisi e ti tutti gli altri dell’Oga.

La vera novità, a quanto pare, è legata all’ampliamento della portata del presunto accordo corruttivo tra Consales e Screti sulla base dei verbali resi da quest’ultimo, in aggiunta alle dichiarazioni rese da un ex assessore, Antonio Giunta, titolare delle deleghe allo sport, ma sacrificato nella logica del rimpasto dell’esecutivo all’epoca chiesto dai centristi.

Non ci fu solo la mazzetta che Screti diede a Consales, in busta chiusa tramite Vergara, negli uffici di Palazzo Nervegna, mazzetta finanziata con l’indennità da amministratore unico, ma anche assunzioni di persone che Consales aveva indicato chiedendone una sistemazione. Nomi, circostanze e date sono state riferite dallo stesso Screti al pm, nel corso degli interrogatori fiume che potrebbero essere motivo di richiesta di riti alternativi: se in un primo momento la difesa dell’imprenditore, affidata all’avvocato Vincenzo Farina, aveva pensato al patteggiamento, pare che l’orientamento sia per il rito abbreviato anche per superare le problematiche legata alla restituzione del maltolto da intendere come ammontare della tangente.

Parti civili sono il Comune di Brindisi, tutti quelli dell’Oga, la Regione Puglia e il ministero dell’Ambiente.  Una volta fissata l’udienza preliminare possono chiedere la costituzione di parte civile in vista del risarcimento danni che, stando ai conti della Procura, con riferimento all’Oga ammonterebbe a 451mila euro solo nel 2014. Per Nubile l’ingiusto profitto sarebbe stato pari a 3.321.000 euro pari al minor costo d’esercizio dell’impianto.

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