Inchiesta omicidio Carvone: nuovi arresti, si aggrava la posizione di un indagato

Eseguita ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di: Stefano Coluccello, 28 anni, Alessandro Coluccello e Giuseppe Sergio

BRINDISI – Si aggrava la posizione del 28enne brindisino Stefano Coluccello, arrestato a settembre scorso per tentata estorsione pluriaggravata e il 17 ottobre successivo per detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo nell’ambito dell’inchiesta per l’omicidio del 19enne Gianpiero Carvone morto ammazzato tra il 9 e il 10 settembre scorsi con un colpo di pistola alla nuca.

Giuseppe Sergio-2Stefano Colluccello-2Alessandro colluccello-2

Coluccello nella mattinata di oggi, martedì 17 dicembre, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dalla Squadra Mobile di Brindisi per detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. Lo stesso provvedimento è stato eseguito anche nei confronti del fratello Alessandro, che era a piede libero, e del nipote Giuseppe Sergio 20 anni. Anche quest’ultimo era già stato arrestato il 17 ottobre. Insieme a Stefano Coluccello, Sergio è ritenuto responsabile dell’esplosione di un colpo di fucile a canne mozzate in una piazza del quartiere Perrino piena di famiglie con bambini la sera del 9 settembre scorso. Arresto eseguito sempre nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio Carvone. I colpi erano diretti a due amici del 19enne che poi è stato ucciso: i due erano seduti su una panchina. Zio e nipote si avvicinarono alla coppia di ragazzi e dopo essere scesi dall’auto li minacciarono esplodendo un colpo di fucile. Non in aria. 

Le nuove accuse

Da quanto ricostruito dai poliziotti della Squadra mobile brindisina coordinati dal vice questore Rita Sverdigliozzi, che dal 10 settembre scorso stanno lavorando ininterrottamente per dare un nome e un volto all’autore dell’omicidio del 19enne, Stefano Coluccello durante la detenzione domiciliare, prima dell’arresto di ottobre, ha avuto contatti con l’esterno e tenuto in casa una pistola semiautomatica con munizionamento che poi ha consegnato al fratello Alessandro e al nipote.

Video conferenza

L’arma non è stata trovata ma gli investigatori sono riusciti a dimostrare che è stata nella disponibilità dei tre. Per questo il nuovo arresto. Alessandro Coluccello era libero. Sono in corso indagini per capirne il reale utilizzo. “Dalla notte tra il 9 e il 10 settembre le attività sono incessanti. Stiamo cercando di individuare tutti i tasselli di un mosaico che pian piano sta prendendo forma e sostanza. Crediamo di essere a buon punto - ha detto la dirigented ella Squadra Mobile, vicequestore Rita Sverdigliozzi - anche se le difficoltà sono tante, una fra tutte la mancanza di collaborazione. E’ morta una persona ed è come se non fosse successo nulla. Siamo a questi livelli. Tutto quello che abbiamo ottenuto è veramente frutto di un lavoro incessante”. Nella mattinata di oggi sono state effettuate anche ulteriori perquisizioni con l’ausilio delle unità cinofile per la ricerca di armi.

L'omicidio

Gianpiero Carvone è morto, secondo quanto supposto sino ad oggi,  per aver rubato l’auto utilizzata da Stefano Coluccello ma intestata al suocero. Dopo il furto il veicolo fu ritrovato danneggiato forse in seguito a un incidente, Coluccello insieme ad altri tre indagati poche ore prima dell’omicidio si era recato a casa di Carvone per minacciare il padre: voleva i soldi per riparare l’auto. Tra la tentata estorsione e l’omicidio, l'epispdio in cui Stefano Coluccello e Sergio minacciarono in piazza gli amici di Carvone. 

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