Cronaca

Incidente di Halloween: “Velocità molto elevata, aveva bevuto”

Le conclusioni del consulente del pm sulla dinamica dell'impatto avvenuto nei pressi della Lega Navale in cui perse la vita Andrea De Nigris: aveva 19 anni e stava rientrando a casa con un'amica di 16, rimasta gravemente ferita

BRINDISI – “L’unica causa dell’incidente stradale in cui perse la vita Andrea De Nigris va indubbiamente ricercata nella sconsiderata condotta di guida del ragazzo che era al volante della Suzuki: viaggiava a una velocità notevolmente superiore, 112 chilometri,  rispetto al limite massimo consentito di 50, ed è stato riscontrato un elevato tasso di alcolemico”.

Il luogo dell'investimento mortale, in via Vespucci-3-2-2La drammatica ricostruzione sulla tragedia della strada avvenuta in via Ciciriello, a Brindisi, nei pressi della Lega Navale, la notte di Halloween, è stata depositata in Procura dall’ingegnere Angelo Nocioni, consulente tecnico del pubblico ministero Pierpaolo Montinaro, titolare del fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo, lesioni gravissime, con l’aggravante della guida in stato di ebbrezza.

Andrea De Nigris, viso dolce e un cassetto pieno di sogni, stava rientrando a casa dopo essere stato a una festa di Halloween, in compagnia di una ragazza di 16 anni, rimasta gravemente ferita nell’impatto. Avrebbe compiuto 19 anni il 30 novembre e aveva terminato gli studi al Liceo scientifico Fermi di Brindisi.

Il giovane che quella notte era alla guida della Suzuki, studente del Majorana, 19 anni li aveva compiuti la primavera precedente. E’ indagato, a piede libero, e rischia di finire sotto processo ora che gli accertamenti peritali sono stati depositati perché è sulla base di queste conclusioni che il pm procederà con la notifica degli avvisi di fine indagine che portano alla richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale.

Cosa sia successo quella notte, quali siano state le cause dell’incidente e che tipo di responsabilità ci siano state lo ha chiesto il pm raccogliendo i perché della famiglia del giovane che ha perso la vita. Chiedono giustizia, ma l’inchiesta e l’eventuale processo che ne seguirà mai potranno lenire il dolore dei genitori che hanno perso un figlio e della sorella che ha perso il gemello.

Il sostituto procuratore ha chiesto questo: “Ricostruisca e descriva, previo esame della documentazione in atti e dei veicoli in sequestro, nonché previa opportuna ispezione dei luoghi del sinistro, l’esatta dinamica dell’incidente stradale accertando le cause che lo hanno determinato ed evidenziando l’eventuale violazione di norme del Codice della Strada o comunque di ogni eventuale ulteriore profilo di responsabilità ravvisabile nella condotta di guida dei conducenti dei veicoli coinvolti oppure nel comportamento di terzi”, si legge nel conferimento dell’incarico avvenuto l’11 novembre scorso.  “Riferisca ogni ulteriore elemento utile per le indagini”.

L'auto investitrice-3-2-2Stando agli accertamenti condotti dal perito, la Suzuki (nella foto) nel rettilineo che precede la curva di via Ciciriello “aveva raggiunto, come minimo, la velocità di 112 chilometri all’ora”. La strada era asfaltata e senza anomalie, “munita di idonea impianto di illuminazione, era asciutta” e trattandosi di zona ricadente “nel centro abitato, la stessa era ovviamente soggetta al limite massimo di velocità di 50 chilometri”.

Quella curva “poteva essere percorsa al limite dello sbandamento a una velocità di circa 103-104 chilometri”. Tenuto conto, invece, dell’effettiva velocità a cui viaggiava l’auto, il conducente ha “rallentato drasticamente e pur riuscendo a seguire l’andamento del tracciato stradale, si in traversava”: stando ai segni sull’asfalto, secondo il perito, l’auto “derapava e finiva con l’urtare contro il marciapiede-spartitraffico presente sulla destra”.

L’urto sarebbe avvenuto con “la ruota posteriore destra e con il sottoporta dello stesso lato del veicolo” che viaggiava in direzione Casale e che a questo punto avrebbe girato su se stesso “invertendo il senso di rotazione da antiorario ad orario” per “sormontare con la ruota il marciapiede e urtare violentemente i due pedoni.

La ragazza era sullo spartitraffico, De Nigris presumibilmente al lato della carreggiata. Urto spaventoso e tremendo, si legge nella perizia: entrambi sono stati “scaraventati” a una distanza di 35 metri, lui sbalzato sul parabrezza mentre l’auto proseguiva nella rototraslazione” per 77 metri, stando anche i rilievi degli agenti della stradale. La Suzuki si sarebbe  “capottata, per fermarsi più avanti”, 32 metri oltre, con la parte anteriore rivolta nella direzione del luogo di originaria provenienza”.

A parere dell’ingegnere, l’unica causa dell’incidente va ricercata nella “condotta di guida del ragazzo, per aver proceduto a velocità davvero sostenuta in una strada del centro abitato e non essere stato conseguentemente in grado di governare a dovere il mezzo”. E’ “dimostrato – ha aggiunto il consulente – che il sinistro sarebbe stato sicuramente evitato qualora avesse proceduto a 50 chilometri orari”. Non solo. “Non è escluso che in questa sua pericolosa condanna di guida possano avere influito le compromesse condizioni psico-fisiche in cui versava” essendo stato accertato un tasso alcolemico compreso tra 1,17 e 1,19 grammi per litro”.

Polizia stradale Brindisi-2Al tal proposito, nella perizia è stato ricordato che “la legge stabilisce attualmente il limite di 0,5 grammi per litro di alcol nel sangue, come limite oltre il quale il conducente viene definito in stato di ebbrezza e quindi soggetto a provvedimenti sanzionatori”. Il nuovo Codice della Strada, inoltre, “stabilisca una tolleranza zero per i conducenti con meno di 21 anni, coloro i quali hanno conseguito la patente da meno di tre anni e per i conducenti professionali titolari di patente C, D ed E”. In questo casi non è ammessa alcuna assunzione di alcool.

Agli atti dell’inchiesta, risultano anche le testimonianze di tre brindisini, raccolte dagli agenti della sezione Stradale, arrivati sul posto quella notte: un automobilista che poco prima aveva incrociato la Suzuki all’altezza della rotatoria della vecchia sede del comando dei vigili del fuoco e due giovani che erano in un’auto posteggiata nei pressi della lega, i primi a chiedere soccorsi chiamando il 118. Andrea De Nigris era già volato in cielo.

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