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Incidente e hascisc, salta l'interrogatorio della fidanzata di Marco

LECCE – L’interrogatorio di Simona Pisani non c’è stato. Il giudice per le indagini preliminari Carlo Cazzella, su parere dei medici dell’ospedale Fazzi, ha rinviato ai prossimi giorni. In buona sostanza i medici hanno ritenuto che la ragazza, coinvolta nei giorni scorsi nell’incidente stradale nel quale morì Marco Semeraro, 29 anni, brindisino, cameraman della redazione brindisina di Telerama (i funerali si sono svolti questa mattina), non sia ancora in grado di affrontare un interrogatorio. Di fronte a questo inoppugnabile certezza dei medici del Fazzi, il gip, con parere favorevole del pubblico ministero Giuseppe Capoccia, ha rinviato.

LECCE - L'interrogatorio di Simona Pisani non c'è stato. Il giudice per le indagini preliminari Carlo Cazzella, su parere dei medici dell'ospedale Fazzi, ha rinviato ai prossimi giorni. In buona sostanza i medici hanno ritenuto che la ragazza, coinvolta nei giorni scorsi nell'incidente stradale nel quale morì Marco Semeraro, 29 anni, brindisino, cameraman della redazione brindisina di Telerama (i funerali si sono svolti questa mattina), non sia ancora in grado di affrontare un interrogatorio. Di fronte a questo inoppugnabile certezza dei medici del Fazzi, il gip, con parere favorevole del pubblico ministero Giuseppe Capoccia, ha rinviato.

Prima di rinviare ha però convalidato l'arresto della ragazza concedendole, come richiesto dal difensore, avvocato Daniela D'Amuri, gli arresti domiciliari. Simona Pisani, 26 anni, brindisina, residente ad Avetrana e domiciliata a Surbo, resta in ospedale, ma non rinchiusa in cella nel settore del nosocomio riservato ai detenuti, ma in corsia, sebbene quando sarà dimessa, per il trasferimento dovrà essere autorizzato dal giudice.

La ragazza era la fidanzata di Marco Semeraro. I due la notte tra il 23 e il 24 settembre, verso l'1, mentre a bordo della loro Peugeot rientravano a Surbo percorrendo la superstrada Brindisi-Lecce, nei pressi dello svincolo per Squinzano, si andarono a schiantare contro il guardrail, capottandosi. La Peugeot fu investita da una vettura arrivata subito dopo.

Le condizioni di Marco e Simona erano molto gravi. Marco alle 5 morì. Dalle radiografie effettuate per verificare l'entità dei traumi, i medici accertarono che sia nello stomaco di Marco, sia in quello di Simona c'erano degli ovuli. In una tasca del pantalone indossato da Simona i poliziotti rinvennero 28,3 grammi di hashish. In macchina cartina per confezionare spinelli e un flacone, rotto, di Metadone.

L'autopsia sul corpo di Marco, effettuata dal medico legale Alberto Tortorella, ha consentito di accertare che la causa della morte era dovuta a schiacciamento della cassa toracica. E che nello stomaco c'erano cinquanta ovuli contenente hashish. Un'altra ventina si trovavano nello stomaco della ragazza.

I due erano stati in vacanza in Marocco e si erano riforniti di hashish per uso personale. Per nasconderla al varco doganale aeroportuale avevano messo la droga in ovuli della grandezza di una ghianda e li avevano ingoiati. Dal Marocco erano rientrati in aereo, sbarcando a Bergamo, e da lì erano saliti in auto e stavano per raggiungere Surbo, dove Marco Semeraro aveva deciso di abitare dopo avere lasciato la casa dei genitori. Le condizioni della ragazza sono leggermente migliorate. Non è escluso che nei prossimi giorni possa lasciare l'ospedale.

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