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La scena dell'incidente (fonte Repubblica.it)

La scena dell'incidente (fonte Repubblica.it)

Incidente, indagata la parà mesagnese

PISA – Risulterebbe iscritta nel registro degli indagati la parà mesagnese Roberta De Nuccio, conducente del Fiat Ducato dell’Esercito Italiano nel quale due suoi colleghi hanno perso la vita sabato mattina, in seguito allo scontro frontale con un Tir sulla via Aurelia.

PISA - Risulterebbe iscritta nel registro degli indagati la parà mesagnese Roberta De Nuccio, conducente del Fiat Ducato dell'Esercito Italiano nel quale due suoi colleghi hanno perso la vita sabato mattina, in seguito allo scontro frontale con un Tir avvenuto sulla via Aurelia, alle porte di Pisa. Alla mesagnese, in servizio presso il Capar (Centro di addestramento paracadutisti) di Pisa insieme a tutti gli altri occupanti del pullmino, sarebbe stato contestato il reato di omicidio colposo, ma si tratterebbe solo di un atto dovuto.

La 21enne è ancora ricoverata in prognosi riservata presso l'ospedale Cisanello di Pisa. Sulla base di quanto appurato dagli inquirenti, pare che il caporale De Nuccio, forse in fase di rientro da un sorpasso, abbia perso il controllo del Ducato nel tentativo di evitare l'impatto con l'autoarticolato, diretto a Livorno con un carico di lastre di marmo. L'urto con lo spigolo anteriore sinistro del camion è stato violentassimo. I due caporali Giuseppe Luca Rizzi, 21enne di Barletta, e Fabio Grendene , 20enne di Milano, sono morti sul colpo.

La De Nuccio e gli altri quattro militari feriti, estratti dalle lamiere dai Vigili del Fuoco, sono stati trasportati verso il nosocomio universitario pisano. E' uscito illeso dall'incidente, invece, l'autotrasportatore, un 42enne di Massa. I militari stavano rientrando a Pisa dopo aver terminato il loro turno di vigilanza presso la caserma Lustrissimi di Livorno.

Non appena saputo della tragedia, i genitori di Roberta De Nuccio, titolari di un noto negozio d'abbigliamento in via Manfredi Svevo, nel centro di Mesagne, hanno raggiunto il capoluogo toscano. Ad attenderli c'era il figlio, anch'egli paracadutista. Ieri mattina, intanto, nella caserma Gamerra di Pisa, in forma privata, si sono svolti i funerali dei giovani militari.

 

 

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