Incidente mortale, il carabiniere forestale: "Mi sentivo in condizioni di guidare"

Giuseppe Calianno interrogato dal gip in ospedale: arresto ai domiciliari convalidato con l'accusa di omicidio stradale aggravato. Ravvisato il pericolo di reiterazione del reato

BRINDISI – “Mi sentivo in condizioni di guidare. Diversamente, non mi sarei messo al volante per tornare a casa dopo la serata trascorsa con amici”. Giuseppe Calianno, 34 anni, carabiniere forestale di Brindisi in servizio a Matera, resta ai domiciliari, al momento in ospedale, con l’accusa di omicidio stradale aggravato. L’arresto è stato convalidato dal gip, secondo il quale è concreto il rischio di reiterazione del reato.

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L’interrogatorio e la convalida

L’indagato è stato interrogato nella mattinata di oggi nella stanza del reparto di Ortopedia del Vito Fazzi di Lecce dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce Edoardo D’Ambrosio, competente per territorio, sull’incidente avvenuto nella notte fra venerdì e sabato, sulla superstrada Brindisi-Lecce, all’altezza dello svincolo per Surbo: Calianno era alla guida di una Bmw e, stando alla ricostruzione della Stradale trasmessa in Procura, avrebbe imboccato contromano la statale finendo contro la Clio, a bordo della quale viaggiava Desiderio Serio, dipendente del Comune di Brindisi, morto sul colpo a causa delle gravissime ferite riportate nell’impatto. Serio aveva 50 anni ed era impiegato della ripartizione alle Attività produttive. Lunedì la famiglia, gli amici e i colleghi gli hanno detto addio nella chiesa della frazione di Tuturano, in cui viveva dopo essersi trasferito da San Donaci. Con Serio, in auto, c'era un amico rimasto ferito.

Il tasso alcolemico

Le analisi svolte in ospedale hanno accertato un tasso alcolemico nel sangue di Calianno pari a 1,8 grammi per litro, a fronte del limite massimo consentito dalla legge di 0,5. Lo stato di ebbrezza è stato contestato come aggravante dal gip, in accoglimento della richiesta avanzata dal pubblico ministero Giovanni Gallo.

Calianno ha riferito di aver trascorso la prima parte della serata con la sua famiglia per la cena, successivamente ha raggiunto Monteroni dove lo aspettava un gruppo di amici. Qui nel locale avrebbe bevuto solo uno spritz. Terminata la serata, si è rimesso in auto. “Mi sentivo sobrio, nelle condizioni di tornare a Brindisi altrimenti mi sarei fermato”. In auto è finito contromano sulla statale, ma non avrebbe saputo indicare quale sia stata l’uscita che lo ha portato a percorrere la corsia per Brindisi in direzione Lecce.

La penalista non ha presentato istanza di scarcerazione. L’indagato probabilmente in giornata sarà sottoposto a intervento chirurgico: ha riportato la frattura delle gambe. Una volta dimesso dall'ospedale, verrà trasferito a casa dei genitori, a Brindisi, dove resterà agli arresti domiciliari in attesa della conclusione delle indagini.

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