Incidenti stradali

Due tragedie giovanili parallele. Tutte e due da capire e rispettare

Assistere allo sforzo dei vigili del fuoco prima, e della squadra del 118 poi che tentavano di rianimare quella ragazza ormai alla fine della sua breve vita, stasera, avrebbe pietrificato le braccia a qualsiasi cronista

Assistere allo sforzo dei vigili del fuoco prima, e della squadra del 118 poi che tentavano di rianimare quella ragazza ormai alla fine della sua breve vita, stasera, avrebbe pietrificato le braccia a qualsiasi cronista. Ma anche lo spettacolo della disperazione di quel ragazzo di 18 anni che l’aveva investita, mentre veniva sottoposto all’alcol test, è stata una scena molto dura, che non può lasciare insensibili.

Sono i momenti in cui quei giovani, che potrebbero essere i figli di chiunque di noi, tornano bambini, schiacciati dalla tragedia: una immobile per sempre, l’altro morto dentro, terrorizzato, circondato per subire una giustizia sommaria da parte di decine di persone. Con lui c’era sua padre, lo hanno protetto i carabinieri, la polizia, i vigili del fuoco. Ha assistito a tutta la scena del tentativo di rimettere in moto il cuore di Anna, la ricorderà per tutta la vita.

Il linciaggio è sempre stato il segno di maggiore debolezza di una società disorientata. Nella caso di Brindisi, di una società che non riesce a migliorare la propria città e se stessa. Scatenarsi contro un ragazzo di 18 anni non migliorerà la situazione né riporterà in vita quella giovane donna sorridente che abbiamo visto nelle foto del suo profilo Facebook, che non doveva morire mentre attraversava via Provinciale San Vito. E’ un dramma giovanile, la storia di questa sera, da cui nessuno esce indenne. Perciò fa male, molto male.

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