Venerdì, 23 Luglio 2021
Incidenti stradali

Alla guida col cellulare, provocò incidente mortale: condannato camionista

L’imputato, autista della Ecotecnica, ha patteggiato la pena davanti al gup. Disposta anche la revoca della patente. La vittima, di Bari, aveva solo 26 anni. L’incidente è accaduto il 13 dicembre 2018 sulla statale 379 Bari-Brindisi

BRINDISI - Ha patteggiato la pena di un anno e nove mesi di reclusione ( con la sospensione condizionale) il brindisino C.D.C., 48 anni, accusato di aver travolto e ucciso il 26enne operaio di Bari, Francesco Derosa, e gravemente ferito un collega con l’autocompattatore di cui era alla guida, oltre alla pesante sanzione accessoria della revoca della patente: non potrà più guidare. L'incidente si verificò il 13 dicembre 2018, alle 10.15, sulla statale 379, presso lo svincolo per Torre Pezzella, a Ostuni.

Francesco Derosa, che lavorava per la lavanderia industriale Stella Snc di Bari, si trovava come passeggero su un Volkswagen Crafter che trasportava indumenti per la ditta e che procedeva verso Brindisi: al volante, il collega L. P., 36 anni, pure di Bari. Lo scoppio dello pneumatico posteriore destro costrinse il conducente ad accostare posizionando il veicolo sul ciglio destro della strada. I due operai indossarono regolarmente il giubbetto catarifrangente, collocano il triangolo dietro al mezzo in panne e cercarono di cambiare la gomma ma il mezzo era troppo carico.

Incidente mortale Torre Pozzelle 2-3-5

In loro soccorso, l'azienda, inviò un collega, V. B., 33 anni, di Bari, che arrivò sul posto con un altro furgone, un Ford Transit, parcheggiandolo alle spalle del primo. Durante le operazioni di trasbordo del materiale da un mezzo all'altro, l'auotocompattatore dell'Ecotecnica, guidato da C.D.C., piombò sui mezzi ad una velocità d'urto di 71 km/h, travolgendoli. Un impatto tremendo che innescò una serie di carambole, come ricostruito da Maurizio Sagace, il consulente tecnico a cui il pm della procura di Brindisi, Pierpaolo Montinaro, titolare del procedimento penale per omicidio stradale, aveva conferito l’incarico di ricostruire dinamica, cause e responsabilità del sinistro.

Il 26enne Francesco Derosa, che si trovava in prossimità del portellone destro del Crafter, venne investito nella rotazione del Transit e poi schiacciato in seguito al suo ribaltamento: morì sul colpo. I genitori della vittima, per fare piena luce sui fatti e ottenere giustizia, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A. di Bari, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini, che ha messo a disposizione come consulente tecnico di parte nelle operazioni peritali Pietro Pallotti, in collaborazione con l’avvocato Aldo Fornari, del foro di Bari. Il sostituto procuratore dispose, così, una ulteriore perizia informatica sui traffici telefonici dell’indagato per stabilire se al momento dello schianto stesse parlando o utilizzando il cellulare, incaricando il ctu Silvano Greco.

I risultati dell'indagine hanno appurato che il conducente dell’autocompattatore aveva tamponato il furgone Transit “nel mentre utilizzava il telefono cellulare a lui in uso, mediante connessione internet al motore di ricerca Google, omettendo di conservare il controllo del suo veicolo, di condurlo in condizioni dei sicurezza e di arrestarlo di fronte alla situazione di pericolo…”, con violazione di svariati articoli del codice della strada.

Per altri due imputati si procede separatamente

I legali di C.D.C rilevano che “l’evento dannoso non è ascrivibile alla esclusiva responsabilità del loro assistito”. “Vero è, invece – si legge in una nota dello studio legale Pagliara, che ha rappresentato l’imputato - che proprio le evidenze istruttorie emerse sino a questo punto hanno determinato la richiesta di rinvio a giudizio, oltre, del C.D.C. anche del Sig. L. P. e del Sig. V.B. (per il quale si procede separatamente), quali corresponsabili del sinistro”.

Articolo aggiornato alle ore 18.36 del 5 febbraio 2021

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