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Stazionario il baby calciatore travolto da un'auto sulla litoranea

Ha escluso ulteriori complicazioni la Tac alla quale stamani è stato sottoposto il ragazzino di 11 anni, T.C., che la sera della vigilia di Ferragosto è stato travolto da un’auto mentre insieme ad altri coetanei si trovava sulla litoranea

BRINDISI – Ha escluso ulteriori complicazioni la Tac alla quale stamani è stato sottoposto il ragazzino di 11 anni, T.C., che la sera della vigilia di Ferragosto (14 agosto) è stato travolto da un’auto mentre insieme ad altri coetanei si trovava sulla litoranea a nord di Brindisi, all’altezza della spiaggia libera di località Acque Chiare.

Il minorenne si trova ricoverato in coma farmacologico presso il reparto di Rianimazione dell’ospedale Perrino di Brindisi, con diverse fratture. Fra le persone che fin dalle ore notturne si sono strette intorno ai famigliari dell’11enne ci sono anche i dirigenti e i tecnici della squadra Pulcini della società di calcio Cedas Avio Brindisi, recatisi subito in ospedale non appena hanno saputo della sventura in cui era incappato il loro piccolo calciatore. E sulla pagina Facebook di T.C. si moltoplicano i messaggi di incitamento postati dagli amici. 

La dinamica dei fatti è la vaglio degli agenti della polizia municipale, che ieri, insieme ai poliziotti della Sezione Volanti, si sono recati sul posto per i rilievi del caso e ripristinare l’ordine, visto che il medico di 66 anni alla guida della Suzuki grigia che ha centrato il gruppo di minorenni ha subito un’aggressione fisica da parte di alcune fra le persone accorse sul luogo dello scontro.

L’investimento si è verificato poco prima delle ore 20. L’automobilista era diretto verso Apani. Giunto in prossimità di parco Sbitri, ha preso in pieno dei ragazzini che si trovavano intorno a una moto ferma sul ciglio della strada, addosso al guard rail. Ad avere la peggio è stato T.C., sbalzato con violenza sull’asfalto. Gli altri hanno riportato ferite non gravi, refertate con pochi giorni di prognosi dai medici dell’ospedale Perrino. Ha rifiutato le cure ospedaliere, invece, il professionista.  

Questi ha riferito ai vigili urbani di aver perso il controllo del mezzo perché il sole lo accecava. Spetterà agli stessi vigili accertare se i limiti di velocità siano stati rispettati o se non vi siano state altre violazioni al codice della strada. 

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