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“Verità sulla morte di Mino”: chieste perizie cinematica e sul telefonino dell’automobilista

Le istanze depositate in Procura dal legale della famiglia del motociclista deceduto in seguito all’incidente avvenuto il 27 luglio scorso in via Togliatti a Brindisi: indagato per omicidio colposo il pensionato di 65 anni alla guida di una Ford Escort

BRINDISI – Silenzio assordante, che fa male al cuore, nell’abitazione della famiglia di Cosimo Luciano, così come nel locale in via Annunziata dove era per tutti il barbiere. I genitori, gli amici e i suoi clienti chiedono la verità. Vogliono sapere se sia stato o meno il destino a strappare “Mino” alla vita, quella maledetta sera del 27 luglio scorso.  Troppo gravi le ferite riportate nell’impatto con l’auto condotta da un pensionato di 65 anni, perché in ospedale si riuscisse a compiere il miracolo.

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Le perizie

Cosa è successo in via Togliatti, all’incrocio con via Goito? L’impatto con l’auto poteva essere evitato? Qual è stata la dinamica? Sono interrogativi che gridano risposta per il rispetto della vita di un ragazzo che stava iniziando a costruire il suo futuro. Il lavoro, l’amore, gli hobby e la moto comprata con i risparmi. Per avere risposte, il legale della famiglia, Omar Bottaro, avvocato del foro di Padova, ha depositato in Procura istanza per chiedere due perizie: una finalizzata alla ricostruzione cinematica dell’impatto, partendo dall’esame dei luoghi e dei mezzi che restano sotto sequestro, l’altra sul telefonino cellulare in uso dall’automobilista, indagato per omicidio colposo. Tecnicamente, è stata chiesta l’estrazione della copia forense dello smartphone in modo tale da ricostruire il traffico su quell’utenza, all’ora in cui è avvenuto l’incidente, dalle eventuali telefonate in entrate e in uscita, alla connessione internet e quindi alla messaggistica.

La relazione medica

Il legale della famiglia ha chiesto anche l’estrazione di una copia della relazione medica e del certificato del decesso, già acquisiti al fascicolo del pubblico ministero Francesco Carluccio. Assieme alla prima informativa di reato trasmessa dal comandante della polizia locale, Antonio Claudio Orefice. Sono stati i poliziotti municipali i primi ad arrivare sul posto e a rendersi conto della gravità delle condizioni di Mino Luciano. E’ stato praticato sul posto un massaggio cardiaco, poi la corsa disperata in ospedale, dove è deceduto subito dopo il ricovero nel reparto di Rianimazione. Troppo gravi le lesioni: alla milza e alle costole, probabilmente centrate dallo sterzo della moto stando a quanto emerge dalla Tac.

Gli incarichi potrebbero essere conferiti nei prossimi giorni. Intanto è stato notificato l’avviso di garanzia all’automobilista, difeso dall’avvocato Daniela Faggiano del foro di Brindisi.

Resta ricoverata la giovane, 25 anni, di Brindisi, che viaggiava sulla moto di Mino Luciano: ha riportato fratture varie e ha un polmone perforato.

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I messaggi di cordoglio

Su facebook si moltiplicano i messaggi, le foto e i video dedicati a “Mino”, il ragazzo della porta accanto, quello che riusciva a strappare un sorriso nella bottega da barbiere, anche ai più riservati, e che tanto piaceva ai bambini. “Non riesco a passare da via Annunziata e pensare che lui non ci sia più”, scrive qualcuno. “Quella moto l’aveva comprata con tanti sacrifici. Non è giusto”. No, non lo è.

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