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Incidente sulla strada per il mare, gli amici: "Amedeo è morto da eroe"

"Amedeo è morto da eroe, per salvare la vita ad altre due persone, vogliamo che tutti sappiano cosa è accaduto quella maledetta notte, che non passi il messaggio che ha commesso qualche imprudenza"

SAN PIETRO VERNOTICO – “Amedeo è morto da eroe, per salvare la vita ad altre due persone, vogliamo che tutti sappiano cosa è accaduto quella maledetta notte, che non passi il messaggio che ha commesso qualche imprudenza, né che aveva passato la notte nel locale notturno posto sulla strada per il mare, avevamo solo trascorso una delle tante serate in comitiva”. Matteo Screti e Matteo Cosma, amici-fraterni di Amedeo Profilo, il 25enne sampietrano che all’alba di sabato 4 giugno ha perso la vita sulla strada per il mare in un incidente stradale, non si danno pace. Il primo era seduto in auto accanto allo sfortunato automobilista, ha vissuto insieme a lui quei drammatici momenti. L’altro lo aveva salutato solo poche ore prima. Non si danno pace perché sono convinti che la morte del loro amico si sarebbe potuta evitare.

“Non eravamo stati al Fico Ricco così come è stato detto, ma avevamo trascorso la serata al circolo Arci di Cellino San Marco insieme ad altri amici, una delle tante uscite in comitiva come è accaduto infinite altre volte – racconta Matteo Screti, distrutto dal dolore – volevamo solo trascorrere la notte al mare, a casa sua, per andarcene in spiaggia la mattina successiva”. Sulla strada per il mare, la San Pietro-Campo di Mare, già segnata dal sangue di giovani vittime, però, Amedeo ha trovato la morte.

“Ma per salvare altre vite”, vuole precisare Matteo “Questo si deve sapere, perché questo è quello che è accaduto. Mentre stavamo sorpassando un camion abbiamo trovato due persone sulla strada, era buio, le abbiamo viste improvvisamente, tutto immagini quando percorri una strada di sera, illuminata solo dalla luce dei fari delle auto, ma mai che qualcuno sta camminando sull’asfalto. Amedeo ha voluto evitare di colpirle e ha sterzato perdendo il controllo dell’auto. Quello che è accaduto dopo non lo so, so solo che il mio amico non c’è più per salvare quelle due persone”. Da quanto è stato accertato i due pedoni dopo aver trascorso la serata nel disco pub posto sulla strada per il mare stavano cercando un passaggio per tornare a casa a Brindisi, uno dei due è rimasto ferito a un braccio ma le sue condizioni non sono preoccupanti. Ferite non gravi anche per il passeggero, Matteo Screti. Amedeo, però, non ce l’ha fatta. È morto sul colpo, inutile ogni tentativo di riportarlo alla vita operato dai sanitari di un’ambulanza del 118, giunta dal vicino ospedale di San Pietro Vernotico.

Un dolore senza fine quello lasciato dalla scomparsa del 25enne, una tragedia che si è abbattuta su una famiglia già provata dalla manifesto ringraziamento-2sofferenza. Gli amici, e Amedeo ne aveva tantissimi, non riescono a darsi pace, si chiedono se tutto questo si sarebbe potuto evitare: “Ha voluto solo evitare di investire due persone”, ripete Matteo.

Quello che resta è anche la rabbia per una tragedia dal copione già visto: la San Pietro-Campo di Mare conta decine di vittime, per la maggior parte giovani, e centinaia di incidenti stradali. Non è illuminata, è costeggiata da alberi di ulivo, non ci sono guardrail, è caratterizzata da curve che si alternano a rettilinei, una strada poco sicura ma molto frequentata dove ancora non sono stati adottati gli adeguati provvedimenti per evitare queste tragedie.  

In centinaia hanno dimostrato vicinanza alla famiglia del 25enne, l'intera comunità sampietrana ha voluto stringersi intorno al dolore della mamma, della sorella e di tutti i suoi parenti, che tanto lo hanno amato. Gli amici hanno seguito il corteo funebre indossando una maglietta con il suo volto stampato sul cuore, portando un cartellone dove c'erano fotografie che raffigurano il suo sorriso, accompagnate da frasi di affetto. Un affetto che è arrivato dritto al cuore dei suoi amati congiunti che, seppur distrutti dal dolore, li ha aiutati a trovatre la forza per ringraziare quanti sono stati loro vicini in questo drammatica prova della vita, lo hanno fatto con un manifesto pubblico dove hanno voluto ringraziare anche il comandante della locale stazione dei carabinieri, il maresciallo Giuseppe Pisani "per la sensibilità dimostrata".

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