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“Incidenti stradali falsi, un’auto coinvolta 12 volte”: nove condanne in Appello

Prescrizione per gli altri 15 imputati. Confermato il verdetto di primo grado per Cristian Ostuni: cinque anni e due mesi. Coinvolti altri componenti della famiglia. Il processo dopo la denuncia di un'assicurazione

BRINDISI – La Corte d’Appello di Lecce ha confermato l’accusa legata all’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa di diverse compagnie di assicurazioni, sulla base di incidenti stradali falsi otto anni fa. Tanto che un’auto sarebbe stata coinvolta 12 volte su 14 sinistri oggetto dell’inchiesta. E ha condannato alla pena più alta Cristian Ostuni, cinque anni e due mesi, più altri componenti della famiglia.

La sentenza

Cristian OstuniNove sono gli imputati condannati anche dalla Corte, non tutti in relazione al sodalizio ma per singoli incidenti qualificati come fasulli-tarocco, mentre nei confronti di 15 brindisini è stato dichiarato il “non doversi procedere per intervenuta prescrizione”, come causa di estinzione del reato contestato, sulla base del trascorrere del tempo. La sentenza è stata pronunciata nel primo pomeriggio di oggi, 14 febbraio 2018, per le motivazioni bisognerà aspettare 90 giorni. I difensori hanno già anticipato che ricorreranno in Cassazione.

Le condanne confermate

Il conto più alto è arrivato per Cristian Ostuni (nella foto accanto), in aderenza alla sentenza di primo grado. Il pubblico ministero chiese al Tribunale la condanna a tre anni e due mesi di reclusione per tre capi di imputazione), con interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. Nei suoi confronti il sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza aveva contestato il ruolo di promotore dell’associazione ritenuta di tipo familiare. In Appello, quindi, resta confermata la pena a cinque anni e due mesi.

Sentenza di primo grado confermata anche per Antonio Ostuni, due anni e un mese di reclusione (richiesta del pm a un anno e sette mesi di reclusione, per due capi di imputazione); Diego Ostuni, due anni e nove mesi (richiesta del pm a un anno e nove mesi di reclusione, per quattro capi di imputazione); Eddy Ostuni, due anni (richiesta del pm a un anno e sei mesi di reclusione, per un capo di imputazione).

Prescrizioni

OSTUNI Teodoro-2In primo grado era stato condannato anche Ostuni Teodoro (nella foto al lato) a un anno e quattro mesi, la Corte ha dichiarato prescritti i reati contestati. Prescrizione anche nei confronti di Francesco Barletta, condannato in primo grado a un anno (come chiesto dal pm); Loredana Carruezzo, condannata dal Tribunale a un anno di reclusione (richiesta di un anno per un capo di imputazione);  Antonio Giglio, in primo grado condannato a un anno e quattro mesi di reclusione (richiesta di un anno di reclusione, per un capo di imputazione).

Prescrizione anche per: Vincenzo Lillo, in primo grado condannato a un anno di reclusione (come chiesto dal pm, per un capo di imputazione); Rosanna Maglie, in primo grado condannata a un anno di reclusione, per un capo di imputazione (come chiesto dal pm); Simonetta Marulli, condannata dal Tribunale a un anno di reclusione, per un capo di imputazione, (come chiesto dal pm); Renato Morganti, condannato dal Tribunale a un anno di reclusione, per un capo di imputazione (come chiesto dal pm); Gianluca Perrone, condannato in primo grado a un anno e quattro mesi (richiesta del pm un anno di reclusione, per un capo di imputazione).

Prescrizione, inoltre, per: Romano Quatraro, in primo condannato a un anno di reclusione, (come chiesto dal pm per un capo di imputazione); Salvatore Romano, condannato in primo grado a un anno di reclusione (come chiesto dal pm per un capo di imputazione); Antonio Sanasi, un anno di reclusione (come chiesto dal pm per un capo di imputazione, stesso riconoscimento);  Cosima Semeraro, condanna in primo grado a un anno di reclusione, (come chiesto dal pm per un capo di imputazione); Roberto Carbone, condannato in primo grado a un anno e quattro mesi (richiesta di un anno di reclusione, per un capo di imputazione); Andrea Zanzarella, un anno e quattro mesi di reclusione (richiesta del pm un anno per un capo di imputazione, con riconoscimento delle circostanze generiche equivalenti alla contestata aggravante).

Pene rideterminate

Sono state rideterminate dalla Corte d’Appello di Lecce le pene per i seguenti imputati: Antonio Trono, condannato a un anno e sei mesi, a fronte di un anno e otto mesi, per prescrizione di due capi di imputazione; Federica Trono, un anno e venti giorni, a fronte di un anno e otto mesi, per intervenuta prescrizione di un capo di imputazione; Ada Caputo a un anno e otto mesi, a fronte di due anni e quattro mesi, a fronte della prescrizione per otto capi di imputazione.

La Corte ha disposto la sospensione condizionale della pena e la non menzione nel certificato del casellario giudiziale per Antonio Trono, Federica Trono e Ada Caputo.

Le altre posizioni

Queste le altre condanne, per singoli episodi qualificati anche dalla Corte come truffa ai danni delle compagnie di assicurazione: Loredana Carruezzo, un anno di reclusione (richiesta di un anno per un capo di imputazione, stesso riconoscimento);  Davide Antonio Gionfalo, due anni e dieci mesi (richiesta di due anni e due mesi di reclusione per sette capi di imputazione);  Cosima Semeraro, un anno di reclusione, (come chiesto dal pm per un capo di imputazione).

Parti civili

Parti civili sono le compagnie di assicurazione: Assimoco, Generali, Milano, Aurora, Lloyd Adriatico, Fondiaria Sai, Sara, Zurich, Allianz, Maa e Reale Mutua. L’inchiesta è partita su segnalazione di una compagnia di assicurazioni dopo aver notato che una stessa auto compariva in 12 incidenti su 14: è una Hyundai Getz che viene coinvolta dal  27 marzo 2009 sino al 2 luglio 2010, anche quando l’utilitaria era ferma in un deposito giudiziario.

I difensori

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Albino Quarta, Giuseppe Guastella, Gianluca Palazzo, Marcello Falcone,  Mauro Durante, Fabio Di Bello, Laura Beltrami, Daniela D’Amuri, Livio Di Noi, Antonio Rizzo, Raffaele Pesce e Giuseppe Spagnolo.



 

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