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Cronaca

Incidenti, un albero per Emmanuela

BRINDISI – Era sola, Emmanuela Camarda, quando è morta a soli 22 anni nel campo dove era stata sbalzata dalla sua auto impazzita, alle 3,30 del mattino del 13 agosto 2011. I suoi amici, i compagni di corso della Facoltà di Scienze sociali, politiche e del territorio, ora hanno trovato il modo di tenersela sempre vicina finché frequenteranno le aule nella Cittadella della Ricerca di Brindisi. E dopo di loro anche gli altri che arriveranno, finché ci sarà un pezzo di Università del Salento nel parco scientifico tra il capoluogo e Mesagne. Speriamo molto a lungo.

BRINDISI - Era sola, Emmanuela Camarda, quando è morta a soli 22 anni nel campo dove era stata sbalzata dalla sua auto impazzita, alle 3,30 del mattino del 13 agosto 2011. I suoi amici, i compagni di corso della Facoltà di Scienze sociali, politiche e del territorio, ora hanno trovato il modo di tenersela sempre vicina finché frequenteranno le aule nella Cittadella della Ricerca di Brindisi. E dopo di loro anche gli altri che arriveranno, finché ci sarà un pezzo di Università del Salento nel parco scientifico tra il capoluogo e Mesagne. Speriamo molto a lungo.

Per ricordare Emmanuela, che ha perso la vita in un incidente stradale mentre tornava a casa a Francavilla Fontana a notte fonda, sulla provinciale che collega S.Vito dei Normanni alla città della giovane studentessa, gli amici della facoltà hanno chiesto ed ottenuto un piccolo fazzoletto di aiola tra la palazzina delle aule e quella dell'auditorium, una specie di crocevia dove tutti i ragazzi e i professori, i ricercatori passano la mattina muovendosi tra laboratori, uffici e i luoghi dell'insegnamento. Era chiusa, l'università, quando Emmanuela è morta. Molti l'hanno saputo dai messaggi volati su Facebook, e la decisione è stata presa.

Un giovane abete, con qualche decorazione rossa in cartoncino che raccoglie i pensieri dedicati dagli studenti a lei, perché il Natale per Emmanuela sia nel cuore di chi la conosceva, è stato piantato nella tarda mattinata odierna davanti ad una piccola folla composta dai familiari della giovane scomparsa, dai compagni e dai professori del suo corso. Un scena semplice e toccante, che i congiunti della studentessa di Francavilla hanno chiesto avvenisse in forma riservata. E così è stato. Ai piedi dell'abete una targa, anch'essa semplice. Ma il monito è chiaro: pur se l'avvenire e la vita dei nostri giovani non è la cosa più importante per il Paese (non nelle intenzioni, ma nei fatti è così), lo è per le famiglie, gli amici, i compagni di studi. Troppi morti sulle strade, troppo dolore, troppe perdite di intelligenze e affetti. Mai dimenticarlo, mai dimenticare Emmanuela, mai dimenticare tutti gli altri.

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