Cronaca

Corsi di formazione e indennità la soluzione tampone per gli ex Nubile

Indennità di disoccupazione per i 28 della platea storica e corsi di formazione retribuiti dalla Regione per i 12 con contratto a tempo determinato. Questa è la sorte che toccherà ai 40 lavoratori ex Nubile, in attesa della riattivazione dell'impianto di Cdr e della discarica

BRINDISI – Indennità di disoccupazione per i 28 della platea storica e corsi di formazione retribuiti dalla Regione per i 12 con contratto a tempo determinato. Questa è la sorte che toccherà ai 40 lavoratori ex Nubile, in attesa della riattivazione dell’impianto di Cdr sulla strada per Pandi (finito sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta sui rifiuti sfociata nell’arresto dell’ex sindaco Mimmo Consales e dell’ex amministratore della Nubile, Luca Screti) e dell’avvio dei lavori di bonifica della discarica comunale di contrada Autigno (anche questa sotto sequestro nell’ambito di un’altra indagine sull’inquinamento della falda).

Del futuro degli ex Nubile si è parlato nel corso di un incontro svoltosi stamani presso l’assessorato al Lavoro della Regione Puglia, in presenza dell’assessore al ramo, Sebastiano Leo, dei sub commissari Oga (Organo di governo d’ambito), dei rappresentanti della task force regionale sulle emergenze occupazionali, dei dirigenti della ditta alla quale sono stati affidati impianto di Cdr e discarica (la partecipata Amiu di Bari) e delle organizzazioni sindacali. Era stato invitato anche il commissario del Comune di Brindisi, Cesare Castelli, ma questi ha dovuto disertare l’appuntamento per impegni pregressi che lo hanno tenuto lontano dal capoluogo. 

La fase di stallo in cui si trovano i due siti si sta ripercuotendo negativamente sugli operai, a secco di stipendi dallo scorso novembre. Il quadro poi si è ulteriormente complicato dopo l’avvio della procedura di sospensione dell’Aia a carico della discarica privata di “soccorso” gestita da Formica Ambiente, sempre per inquinamento della falda: una situazione che costringe nove comuni della provincia di Brindisi a trasportare i rifiuti solidi urbani prima fino agli impianti di stabilizzazione di Poggiardo e Cavallino (Lecce) e poi verso la discarica di Statte, con esorbitante aumento dei costi di gestione del ciclo. 

Ma i sindacati che chiave di lettura danno dell’incontro odierno? Il segretario provinciale del Cobas, Roberto Aprile, ha apprezzato le aperture della Regione. “L’incontro– dichiara Aprile – è stato ottenuto grazie all’impegno del Cobas, che ha avuto un doppio confronto con il presidente della Regione, Michele Emiliano: il primo a Brindisi, il secondo a Bari”. Secondo Aprile è grazie ai lavoratori che si è riaperta una vertenza “che rischiava di chiudersi negativamente”. Il sindacalista definisce “serio” il tavolo convocato oggi negli uffici dell’assessorato. 

“La Regione – spiega Aprile – ha accolto la richiesta del Cobas di avviare in questa fase di transizione dei corsi di formazione professionale che facciano da ponte in vista di un eventuale ritorno in funzione dell’impianto di Cdr e dell’avvio delle attività di ambientalizzazione della discarica di Autigno. Questo, oltre all’indennità di disoccupazione che verrà riconosciuta ai lavoratori che avevano un contratto a tempo indeterminato, è un grosso successo conseguito dal nostro sindacato”. 

Aprile chiede che “in attesa di un nuovo tavolo con il commissario Castelli si dia compatibilità finanziaria alle operazioni che si vogliono fare riguardo ai due siti, investendo del denaro per risarcire i danni subiti dalle popolazioni cittadine ad Autigno”. “Perché quella discarica – prosegue Aprile – oltre a funzionare male, secondo la magistratura è stata anche al centro di alcune irregolarità”. 

Il sindacato Cobas inoltre  ha chiesto alla Regione Puglia un piano chiaro di interventi di bonifiche e miglioramenti sugli impianti del Cdr, "che possa propiziare il dissequestro degli impianti  - si legge in una nota sindacale del Cobas - da parte della magistratura". "Qualsiasi progetto di ricollocazione dei lavoratori  - si legge ancora nel comunicato - deve partire dalla certezza di  interventi economici rivolti a sanare i danni subiti nel corso di questi anni, che hanno portato al sequestro delle discariche della zona di Autigno ed agli impianti di Cdr".

"Per realizzare tutto - afferma Aprile - questo c’è bisogno di tempo ed è per questo che abbiamo chiesto nel corso della riunione  di realizzare dei corsi di formazione professionale. Corsi rivolti a formare meglio i lavoratori per il lavoro specifico e  ad una migliore sicurezza sul lavoro".

La Regione Puglia si è infatti impegnata "a realizzare una sorta di protocollo rivolto al reintegro dei 26 lavoratori a tempo indeterminato appena ce ne sarà la possibilità, ricorrendo nel frattempo a degli ammortizzatori sociali e ha affermato inoltre che la formazione professionale potrà essere rivolta , a partire da Aprile , ai 12 precari ristabilendo il principio che fanno parte dei lavoratori da salvare".

Se dal Cobas tutto sommato traspare soddisfazione per l’esito del vertice, da una delle altre organizzazioni presenti all’incontro, la Fp Cgil, filtra un certo malcontento. “Non siamo soddisfatti – dichiara senza mezzi termini il segretario provinciale della Fp Cgil, Antonio Macchia, accompagnato dal segretario territoriale, Vincenzo Cavallo – perché per l’ennesima volta abbiamo assistito a un tavolo aleatorio. L’unico  impegno che si è preso l’assessore è quello riguardante i corsi di formazione per i 12 lavoratori con contratto a tempo determinato. Ma noi chiedevamo di più. Avremmo gradito almeno un impegno formale da parte dell’Amiu ad assicurare tutta la platea dei lavoratori interessati. Un impegno finalizzato a tutelate tutti i livelli occupazionali nel momento in cui l’azienda rileverà l’impianto di Cdr e la discarica. Ma questo non è stato fatto”. 

“Noi - prosegue Macchia – siamo abituati a fare altri tipi di accordi. A questo punto ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Non si può andare avanti in questa situazione di incertezza assoluta. Immagino che Brindisi debba avere altri tipi di sbocchi”. Per questo la Fp Cgil sta pensando di “spostare la protesta a Bari”. “Arriveremo – conclude Macchia – al conflitto. Chiediamo al governatore Emiliano di assumere un ruolo di primo piano in questa vicenda. Non mettiamo in dubbio il fatto che l’approccio odierno sia stato costruttivo, ma sarebbe stato meglio concluderlo con un verbale”. 

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