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Licenziamenti dopo cambio d'appalto a Cerano: fumata nera in prefettura

Non è stata trovata l'intesa fra i sindacati e le ditte. Sea disposta a riassorbire solo otto dei 20 dipendenti della ditta uscente, la Wcs. Lunedì nuovo incontro in Confindustria. Invito del prefetto a rimuovere il blocco

BRINDISI – Le parti restano distanti. Non è stato trovato alcun accordo fra le organizzazioni sindacali e le ditte coinvolte in uno spinoso cambio d’appalto nel settore del lavaggio idrodinamico all’interno delle centrale Enel Federico II di Brindisi (la Wcs-consorzio Cogemain di Brindisi è la ditta uscente, la Sea di Trepuzzi è quella subentrante), sul destino di 20 lavoratori (dipendenti della Wcs) che a partire dal prossimo 31 marzo rischiano di restare a casa. Le parti si sono aggiornate a lunedì prossimo (3 aprile), presso la sede di Confindustria Brindisi.

Il lungo e a tratti teso incontro che si è svolto oggi pomeriggio presso la prefettura di Brindisi si è concluso con un sostanziale nulla di fatto. Si capirà solo alle prime luci di giovedì (30 marzo) se i lavoratori andranno avanti con il blocco della centrale intrapreso stamani, dopo due giorni di sciopero al quale hanno aderito anche i lavoratori di altre aziende dell’indotto, oppure se le attività ripartirtanno regolarmente all’interno dello stabilimento.

Oltre ai responsabili delle due ditte e al prefetto Annunziato Vardé, intorno al tavolo convocato in prefettura si sono riuniti anche i rappresentanti di Confindustria e dei sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm. Nulla è cambiato rispetto all’incontro svoltosi la scorsa settimana presso la stessa Confindustria. L’azienda Sea si impegna ad assumere almeno otto unità già impiegate nel servizio appaltato, mentre la Wcs non è disponibile ad utilizzare in appalti esterni alle Federico II (ad eccezione forse di una unità) gli altri 12.

Il prefetto, nel confermare la propria disponibilità ad un ulteriore incontro dopo quello che si svolgerà in Confindustria, ha esortato “i rappresentanti sindacali – si legge nel verbale redatto al termine della riunione – a sensibilizzare i lavoratori al fine di scongiurare manifestazioni di protesta che possano determinare criticità dell’attività della centrale, nonché all’accesso dei dipendenti diretti (va ricordato a tal proposito che neanche i dirigenti dell’Enel stamani hanno potuto varcare la soglia della centrale, ndr).

I rappresentanti sindacali, a loro volta, si sono assunti “l’impegno di svolgere ogni possibile attività al fine di rassicurare il clima che si è venuto a creare, in attesa della nuova riunione in prefettura”.

Oltre alla vertenza Wcs, altre centinaia di lavoratori dell’indotto sono coinvolti in cambi di appalto che rischiano di diventare problematici (è il caso dei dipendenti della Cannone, della Ecologica-Briamo e dell’Ati Mib-Guerini, come spiegato nell’articolo di cui si allega il link). Per questo il clima all’interno della Federico II, già teso, rischia di diventare incandescente. 

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