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Foto di repertorio

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Santa Teresa: "Finanziamento fermo a Roma, si rischia un nuovo stop"

Un incontro sul destino della società partecipata si è svolto stamani in Provincia. Il Cobas: "Pronti a presidiare Palazzo Chigi"

 BRINDISI – La società Santa Teresa si riavvicina all’orlo del baratro. A partire dal prossimo uno maggio, infatti, le attività espletate dalla società in house della Provincia di Brindisi potrebbero subire un brusco stop, a causa della mancata erogazione, da parte dello stato, di un finanziamento per le Provincie di tutta Italia che è in stand by dallo scorso dicembre. A segnalare questa situazione è l’organizzazione sindacale Cobas, che stamani, insieme ai rappresentanti di altri sindacati, ha avuto un incontro con il presidente dell’ente provinciale, Maurizio Bruno. 

Il Cobas ha “proposto a Bruno – si legge in un comunicato a firma del segretario provinciale del Cobas, Roberto Aprile - di scrivere al presidente della Upi (Unione province Italiane) Variati  per avvertirlo che la Provincia di Brindisi in una unica espressione di carattere sociale è disposta a partire per Roma e  presidiare Palazzo Chigi”.

A detta del Cobas “non è tollerabile che le Province siano destinate a morire a causa della inettitudine del governo, soprattutto dopo la vittoria del No al referendum del 4 dicembre 2016 che restituisce rango costituzionale alle Province”.

Della questione riguardante il finanziamento destinato alle Province si sta occupando, fra gli altri, anche il senatore Salvatore Tomaselli (Pd). Questi ha inviato nella giornata odierna una lettera al sindacato Cobas. Dalla missiva emerge “che a Palazzo Chigi finalmente qualcosa si sta muovendo – afferma Aprile - riguardo al decreto Enti Locali”.

Da quanto riferito dal senatore al Cobas, martedì prossimo approderà sul tavolo del Consiglio dei Ministri “il decreto che prevede lo stanziamento di risorse da operare attraverso il recupero di una parte dei tagli già effettuati alle Province italiane”.  “La Provincia – conclude Roberto Aprile - spiega che anche con queste risorse ci troveremmo in gravi difficoltà, ma secondo noi sono una boccata di ossigeno per continuare a lottare contro questo Governo”.
 

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