Cronaca

Fontana di Tancredi: il pm a caccia del vincolo scomparso

Procura di Brindisi al lavoro sul "giallo" del vincolo apposto il 20 febbraio del 1968 dalla Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie di Bari alla Fontana di Tancredi, con una lettera al Comune di Brindisi

La Fontana di tancredi. Sotto, il pm Iolanda Chimienti e una panoramica del cantiere sovrastante ll monumento

BRINDISI – Procura di Brindisi al lavoro sul “giallo” del vincolo apposto il 20 febbraio del 1968 dalla Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie di Bari alla Fontana di Tancredi, con una lettera al Comune di Brindisi (che aveva richiesto tale parere per integrare la bozza del Piano regolatore generale) firmata dal soprintendente dell'epoca, architetto Renato Chiurazzi, di cui BrindisiReport.it ha dato notizia in un articolo del 27 ottobre 2015, parlando di questo importante elemento di prova in possesso del cartello di associazioni schierato a difesa dell’antico bene monumentale e storico.

Il pm Iolanda Daniela ChimientiL’indagine è stata affidata al sostituto procuratore Iolanda Daniela Chimienti, la quale ha già avviato l’ascolto delle persone informate sui fatti, per stabilire l’effettiva esistenza del vincolo, ed eventualmente quali siano state le dinamiche che ne hanno determinato la scomparsa dagli archivi comunali, visto che il Comune ha poi rilasciato il permesso a costruire all’impresa che sta realizzando un edificio in posizione sovrastante alla fontana, la Edil Micaletti Srl (il cui amministratore si è detto pronto a collaborare con il magistrato inquirente), che aveva acquistato il suolo da un privato cittadino, Giuseppe Labate, il quale a sua volta lo aveva ricevuto in enfiteusi dalla Curia brindisina.

I servizi tecnici del Comune di Brindisi, a fronte delle richieste esplicite da parte del cartello delle associazioni, che chiedevano all’allora sindaco Mimmo Consales un atto di revoca in autotutela dell’autorizzazione, non hanno mai confermato l’esistenza del vincolo, quindi le attività del cantiere sono state interrotte temporaneamente solo per indagini relative all’esistenza di un rischio idrogeologico, e su provvedimento dell’amministrazione provinciale (oltre che volontariamente da parte dell’azienda, per consentire le necessarie verifiche).

Il 7 dicembre scorso l’avvocato Stefano Latini, per conto di Italia Nostra, Legambiente, Touring Club Italiano – Club territoriale di Brindisi, Amici dei Musei, Wwf Brindisi, Fondazione Tonino Di Giulio, Acli Città di Brindisi, Unesco, Soroptimist Club Brindisi, depositò perciò un esposto al registro generale della Procura chiedendo di accertare se, sulla base dei fatti e dei documenti allegati (vincolo e cartografie del Piano regolatore del 1974) potessero emergere circostanze e responsabilità di rilevanza penale.

cantiere immobile sovrastante fontana tancredi-2Nello studio del Piano regolatore in fase di redazione nel 1968 infatti, il vincolo apposto dalla Sovrintendenza fu tenuto da conto, inserendo l’area della Fontana di Tancredi in una vasta zona destinata a verde (attraverso un corridoio) che ingloba l’attuale e molto più vasta area a valle dell’invaso del Cillarese, dove ora sorge l’omonimo parco urbano.

Dall’ufficio del pm Iolanda Daniela Chimienti, sarebbe già passato come persona informata sui fatti il primo dei dirigenti che negli anni si sono succeduti alla guida del settore urbanistico del Comune, l’architetto Sergio Attolini. Altri seguiranno. Il “giallo” del vincolo scomparso  potrebbe essere risolto in tempi non lunghi. Intanto con lo stesso esposto le associazioni avevano chiesto alla procura – nelle more delle indagini – l’emissione di un provvedimento a tutela dell’antica fontana usata da crociati e pellegrini sulla via della Terrasanta. Atto da non escludere, se il magistrato inquirente si convincerà che il caso presenta aspetti molto dubbi.

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