Ex allevamento ittico nasconde bomba ecologica: avviata un’inchiesta

La Polizia locale della Provincia procede a carico di ignoti per una serie di reati ambientali. Da anni lo stabilimento è in balia degli inquinatori

BRINDISI – E’ stata avviata un’indagine sullo scempio ambientale che da anni viene perpetrato all’interno dell’ex allevamento ittico “Oro vivo dell’Adriatico” situato in via Giovanni Battista Amici, nella zona industriale di Brindisi. Si tratta di una vera e propria bomba ecologica alimentata da rifiuti pericolosi di ogni tipo che in passato, in almeno due circostanze, sono stati incendiati, provocando l’emissione di sostanze nocive. 

A seguito di un sopralluogo effettuato lo scorso 25 giugno, la Polizia Locale della Provincia di Brindisi procede, a carico di ignoti, per le seguenti ipotesi di reato: abbandono di rifiuti pericolosi e non; gestione illecita di rifiuti pericolosi e non senza autorizzazione; deposito incontrollato di rifiuti speciali originati da attività artigianali; realizzazione di una discarica attraverso lo stoccaggio di pneumatici fuori uso, ferro, plastica, imballaggi, vetro, rifiuti solidi urbani e altri rifiuti; realizzazione di uno scarico industriale non autorizzato in quanto depositati rifiuti pericolosi e non su nudo terreno e privo di copertura in caso di precipitazioni atmosferiche; aver gettato in luogo pubblico o di libero transito o privato cose atte ad offendere o imbrattare o molestare persone consistenti in grossi cumuli di rifiuti pericolosi. 

Allevamento ittico oro sud 5-2

L’intera area è sottoposta a un sequestro conservativo disposto dal tribunale di Brindisi, a garanzia di un eventuale debito della proprietà, coinvolta in un procedimento giudiziario, verso lo Stato e la Regione. La Polizia locale della Provincia ha riscontrato la presenza di sacchi lacerati contenenti lastre di amianto, in uno dei due ingressi di quel che resta dello stabilimento. Inoltre l’immobile è disseminato di lastre di eternit, cumuli di tubi di illuminazione a neon, cumuli di rifiuti ingombranti, scarti edili, copertoni usurati di automobili, rifiuti di origine sia produttiva che familiare, pericolosi e non, da scarti da lavorazione e svuota cantine. 

Allevamento ittico oro sud 6-2

La vasche, un tempo usate per l’attività di itticoltura, sono state trasformate in un deposito di cumuli di rifiuti di ogni genere, anche solidi urbani, chiusi in sacchi di plastica neri, alcuni dei quali galleggiano nelle acque meteoriche. Non è escluso che le stesse vasche, sulla base di quanto ipotizzato dagli investigatori, possano essere dotate di uno scarico sul fondo dal quale si potrebbe registrare la fuoriuscita di percolato, con potenziale rischio di inquinamento per la falda acquifera.

Questa situazione è nota da anni. Un vasto incendio verificatosi nel gennaio 2018 (un rogo ancor più vasto si verificò anche nel 2014) portò al sequestro delle quattro entrate che consentono l’accesso all’interno del capannone. Ma da allora nulla è stato fatto per mette in sicurezza l’area. L’impressione, anzi, è che gli inquinatori abbiano continuato a rimpinguare la discarica abusiva, provocando un grosso danno ambientale. E’ evidente la necessità di attuare un massiccio intervento di bonifica, considerato che, soprattutto in estate, il rischio di nuovi incendi è sempre in agguato. 

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