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foto di archivio

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"Scenario inquietante nelle modalità di gestione della cosa pubblica"

Nell'ambito dell'inchiesta su Fiscalità Locale sono emerse anche vicende riguardanti una gestione illecita della cosa pubblica nel periodo amministrativo 2016/2017

SAN PIETRO VERNOTICO – Nell’inchiesta della Guardia di Finanza sul fallimento di Fiscalità Locale, che ha portato all’arresto del sindaco Pasquale Rizzo, del suo predecessore Maurizio Renna e del commercialista Luigi Conte, sono emerse anche vicende riguardanti una gestione illecita della cosa pubblica nel periodo amministrativo 2016/2017. Altre persone sono indagate a piede libero per peculato, corruzione e turbativa d’asta.

Le irregolarità denunciate da Rizzo

Questo filone di indagine nacque in seguito alla denuncia, del 30 agosto del 2016 di Pasquale Rizzo che segnalava numerose irregolarità poste in essere dall’amministrazione capeggiata dall’allora sindaco Maurizio Renna.

Si riferiva a irregolarità e abusi nella gestione dei posteggi e delle manifestazioni svolte a Campo di Mare (marina di competenza del Comune di San Pietro Vernotico), irregolarità nella gestione ed esecuzione dei lavori presso il Calvario, appropriazione di somme di denaro connessa alla vendita di biglietti da parte di un cinematografo, irregolarità nell’affidamento alla Pro Loco e ad altri imprenditori di eventi per l’estate 2016, irregolarità nella gestione degli impegni di spesa nell’affidamento di servizi o acquisto di beni. Falsità nei bilanci del Comune e della società controllata Fiscalità Locale. Qui nell’ordinanza si precisa che “Le falsità sono risultate riconducibili sia alla gestione Rizzo che alla gestione Renna".

L'inchiesta della Guardia di finanza

“Le indagini tecniche svolte hanno evidenziato l’esistenza di rapporti privilegiati tra il dirigente pro tempore dell’ufficio tecnico Cosimo delle Donne e il sindaco pro tempore Maurizio Renna con due personaggi rivelatisi vicini all’amministrazione”. Si tratta di un legale rappresentante e un dipendente di due diverse cooperative sociali, rispettivamente la Ad Maiora e la “L&L Service”, entrambe con sede a San Pietro Vernotico.

"Accordo illecito"

Nel 2017 la Ad Maiora (legale rappresentante Piero Caputo) ha eseguito, tra l’altro, lavori presso il cimitero comunale, lavori per evento “passione vivente”, fornitura e posa in opera di bitume a freddo, sfalcio erba, fornitura e posa in opera di materiale idraulico presso il cimitero comunale. Nel periodo in cui sono state svolte le intercettazioni è emerso “l’accordo illecito” tra l’allora sindaco Renna, tramite il responsabile dell’ufficio Tecnico e il legale rappresentante della Ad Maiora. “Nello specifico i dialoghi monitorati hanno consentito di accertare, senza possibilità di smentita, che i lavori venivano eseguiti in epoca antecedente alla determina di affidamento, ovvero, la predisposizione di atti idonei a consentire l’aggiudicazione alla cooperativa”.

Gli affidamenti ritenuti illegali sono quelli che si riferiscono alla determina 195 del 21/06/2017 avente per oggetto “Servizio di sfalcio di erbe infestanti con mezzi meccanici con pulizia, raccolta e trasporto materiale delle operazioni. Zone interessate: piazza Europa, zona 167  marina di Campo di Mare”. E la gara d’appalto aggiudicata con la determina 210 del 22/06/2017 avente per oggetto “Fornitura e posa in opera di materiale idraulico presso il cimitero comunale. Assunzione impegno di spesa ed affidamento”.

Il servizio riferito alla alla determina 195 fu affidato alla Ad Maiora. “Le indagini tecniche hanno consentito di accertare che la gara era stata indetta nel chiaro intento di favorire l’impresa Caputo che, peraltro, aveva già eseguito e terminato i lavori due giorni prima che gli venissero affidati dal Delle Donne col beneplacito del sindaco Renna”.

"Gestione domestica degli incarichi"

In riferimento alla determina 210, invece, le indagini tecniche hanno consentito “di accertare che la gara è stata indetta nel chiaro intento di favorire l’impresa Caputo che, peraltro, aveva già acquistato il serbatoio prima che gli fosse aggiudicato l’affidamento diretto”. I finanzieri hanno ascoltato e riportato dettagliatamente tutte le conversazioni telefoniche e non, avvenute nell’ambito di questi affidamenti tra tutti i soggetti coinvolti, compresa una dipendente comunale incaricata a redigere la gara. Dalle indagini è emerso, inoltre, che queste condotte si inseriscono in un più ampio contesto di rapporti illeciti instaurati tra l’imprenditore in questione e l’amministrazione comunale nelle figure del sindaco e del responsabile dell’ufficio tecnico, “caratterizzati da una gestione “domestica” degli incarichi, cui è sotteso un dare-avere tra gli interessati”.

"Rapporti illeciti"

La cooperativa Sociale “L&L Service” (dipendente Luca Cocciolo), invece, è stata assegnataria di diversi lavori eseguiti nel territorio comunale, tutti sempre a firma del responsabile dell’ufficio tecnico, motivati da ragioni di necessità ed urgenza e per evitare problemi alla pubblica incolumità. Nel corso delle indagini sono emersi gravi indizi di reato anche per una dipendente comunale in relazione all’affidamento di lavori relativi alla gara di evidenza pubblica indetta alla determina 184 del 9 giugno 2017, avente per oggetto “servizio di potatura n°250 alberi nel centro abitato”.

Il caso Fiscalità Locale

Le indagini tecniche hanno permesso di accertare che la gara era stata indetta nel chiaro intento di favorire l’impresa, che per altro, ha eseguito i lavori solo in parte: ha proceduto al taglio di 150 alberi, oltretutto prima che la determina fosse di fatto adottata e quindi prima che i lavori gli fossero affidati.

Le indagini, inoltre, hanno consentito di appurare l’esistenza di un rapporto illecito tra l’amministrazione comunale e la cooperativa L&L che è stata destinataria di affidamenti diretti. “In cambio il Cocciolo si è reso disponibile ad effettuare gratuitamente lavori su suolo pubblico richiesti direttamente dal sindaco. Inoltre le conversazioni captate denotano una inequivocabile “vicinanza politica” all’amministrazione presieduta dallo stesso Renna.

In riferimento all’affidamento di appalti in violazione della normativa in materia il gip Stefania De Angelis ha scritto che i risultati delle indagini hanno restituito uno scenario “inquietante in ordine alle modalità di gestione della cosa pubblica, sempre piegata, a prescindere dal colore e dall’ideologia politica, agli interessi dei singoli”. 

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