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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Uccisa sulla complanare: indagini sulla faida familiare, al vaglio i telefonini

Omicidio di Irene Margherito: indagini sui contenuti dei telefonini sotto sequestro e accertamenti balistici sulla pistola e sulle auto. Salma ancora sotto sequestro. Probabile l'autopsia

BRINDISI – Si continua a indagare sull’omicidio di Irene Margherito, la 47enne uccisa a seguito di una lite familiare sulla complanare fra Brindisi e Mesagne. Nella giornata di mercoledì (29 maggio), il gip del tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, ha convalidato l’arresto del 55enne Adamo Sardella, fratello del marito (deceduto oltre 10 anni fa) della vittima. E' accusato di omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi, del tentato omicidio del compagno della vittima e di porto abusivo di arma da fuoco. I prossimi step investigativi saranno verosimilmente dedicati agli accertamenti tecnici sul materiale probatorio.

I poliziotti del commissariato di Mesagne guidati dal vicequestore Giuseppe Massaro, d’intesa con il pm Paolo Palumbo, nell’immediatezza dei fatti hanno posto sotto sequestro: la pistola 7.65 con matricola abrasa che sarebbe stata utilizzata da Sardella; una spada modello Katana con relativo fodero, portata dal compagno della vittima, indagato a piede libero per porto abusivo di oggetti atti a offendere; ogive e bossoli; la Volkswagen Golf grigia a bordo della quale si trovava Sardella, in compagnia di un parente (non indagato), e la Nissan Juke bianca a bordo della quale si trovavano la vittima e il suo compagno, residente a Mesagne; i telefonini; gli stub effettuati sulle mani dell’indagato e delle altre persone coinvolte, per rilevare tracce di polvere da sparo.

Gli step investigativi

Gli accertamenti sugli smartphone, in particolare, potrebbero ricoprire un ruolo importante. Gli investigatori, con ogni probabilità, analizzeranno le conversazioni e le chat intercorse prima del delitto, sia sui social network che tramite le app di messagistica. E’ ormai chiaro che l’omicidio sia maturato in un contesto di atavici dissidi familiari. Il contenuto dei cellulari potrebbe delineare con maggiore precisione i contorni di una vera e propria faida, in atto da parecchio tempo.

Gli accertamenti balistici sulla pistola potrebbero far luce sull’eventuale utilizzo dell’arma, in altri fatti di cronaca. Le perizie sulle auto (sulla Nissan in particolare) permetteranno di chiarire le posizioni in cui queste si trovavano al momento in cui sono stati esplosi i colpi e le traiettorie dei proiettili. Su questo fronte, in realtà, vi sono ben pochi dubbi, se si considera che l’omicidio è avvenuto davanti alla sede di un’azienda, nei pressi della Cittadella della ricerca, dotata di telecamere. I filmati ripresi dall'impianto di videosorveglianza sono stati immediatamente acquisiti. 

Salma sotto sequestro

Il dramma si è consumato fra le ore 13.30 e le 13.45 di domenica 26 maggio, sulla complanare della strada statale 7 Brindisi – Taranto, direzione Mesagne, dove Irene Margherito e Adamo Sardella, da quanto emerso finora, si erano dati appuntamento, probabilmente per chiarire delle questioni in sospeso. Irene si è spenta lunedì, nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Perrino. Lascia una figlia, convolata a nozze di recente, che a breve l’avrebbe resa nonna e un figlio, anch'egli sposato. La salma è ancora a disposizione del magistrato, che nei prossimi giorni, con ogni probabilità, disporrà l’autopsia.

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