Fine della latitanza di Brandi: indagini sulla rete di fiancheggiatori

La Squadra Mobile di Brindisi al lavoro per identificare le persone che hanno supportato il 64enne, irreperibile dallo scorso 6 luglio. La villetta era di proprietà di una persona estranea al nucleo familiare

BRINDISI – A partire dalla villetta in cui ha trascorso l’ultima parte della sua breve latitanza, si sta cercando di ricostruire la rete di fiancheggiatori che ha supportato Raffaele Brandi. Il 64enne, ritenuto elemento di spicco della criminalità organizzata brindisina, è stato arrestato nel primo pomeriggio di mercoledì (31 luglio) in un’abitazione con vista sul mare di Torre Santa Sabina, marina di Carovigno. A scovarlo i poliziotti della Squadra Mobile della questura di Brindisi al comando del vicequestore Rita Sverdigliozzi, che già dal mattino avevano il sentore che Brandi si trovasse lì, a pochi passi dalla spiaggia. 

L’uomo era latitante dallo scorso 6 luglio, quando la Dia si presentò presso la sua abitazione per notificargli un ordine di carcerazione riguardante una condanna definitiva per associazione mafiosa scaturita dall’operazione Berat. Lo scorso 15 luglio Brandi è invece sfuggito a un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dalla stessa squadra Mobile nell’ambito dell’operazione Incanto, legata a un’inchiesta su una serie di episodi estorsivi nel mondo delle aste giudiziali. In un primo momento gli investigatori hanno monitorato i congiunti di Brandi, senza rilevare punti di contatto con il latitante. Poi l’attenzione si è spostata sui possibili soggetti che avrebbero potuto supportarne la latitanza.

Rita Sverdigliozzi-4-3

La svolta è arrivata ieri, quando la polizia ha individuato il covo del 64enne, con ogni probabilità l’ultimo di una serie di rifugi in cui nei giorni precedenti aveva trovato riparo. Al blitz hanno preso parte circa 20 uomini della Mobile, alcuni dei quali rientrati in anticipo dalle ferie per l’occasione. La villa, dotata di tutti i confort, con suggestivo affaccio sul mare, si trovava in contrada Carisciola. I poliziotti hanno circondato l'immmobile, tagliando le vie di fuga verso il mare e verso la strada. Alla vista degli agenti, Brandi non ha opposto alcuna resistenza.

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“Quando siamo entrati – dichiara Rita Sverdigliozzi nel corso di una conferenza stampa che si è svolta stamattina in questura – è stato remissivo. Ci ha fatto i complimenti per la cattura. E’ stato molto cordiale”. Il boss aveva con sé la somma di 2400 euro in contanti. Le indagini adesso sono concentrate sul proprietario della villetta, persona estranea al nucleo familiare del ricercato. Per questo l’indagine potrebbe avere e breve ulteriori sviluppi. L’obiettivo adesso è quello di identificare le persone che hanno coperto la latitanza del ricercato. 

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