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La Citroen C2 danneggiata dalle fiamme che hanno investito la Lancia Y rubata, in piazza Alto Adige

La Citroen C2 danneggiata dalle fiamme che hanno investito la Lancia Y rubata, in piazza Alto Adige

Assalto a portavalori: trovata altra auto rubata e data alle fiamme

Potrebbe esserci un nesso fra un incendio auto avvenuto la scorsa notte al rione Commenda e la rapina ai danni dei vigilantes dell'Ivri avvenuta ieri mattina all'esterno della Banca Apulia. Indaga la Squadra Mobile

BRINDISI – Potrebbe essere l’auto utilizzata dai banditi che ieri mattina (16 agosto) hanno assaltato un portavalori fra via Appia e via Germanico una Lancia Ypsilon provento di furto che la scorsa notte (fra mercoledì 16 e giovedì 17 agosto) è stata abbandonata e data alle fiamme in piazza Alto Adige, al rione Commenda, già teatro lo scorso 10 agosto di un altro incendio appiccato su un’auto rubata.

Il condizionale è d’obbligo perché gli investigatori non hanno ancora elementi per stabilire con certezza un nesso fra l’incendio auto e la rapina perpetrata all’esterno della Banca Apulia. I sospetti però sono forti, se si considera che i malviventi hanno appiccato il rogo all’interno dell’abitacolo, forse con l’intenzione di cancellare eventuali tracce. La macchina si trovava sotto alla palazzina al civico 1, scala A, di piazza Alto Adige. Le prime richieste di intervento sono arrivate intorno all’1 alla sala operativa dei vigili del fuoco. Le fiamme, purtroppo, hanno danneggiato anche la parte anteriore di una Citroen C2 parcheggiata accanto all’auto rubata.

Sul posto si sono recati i poliziotti della Sezione Volanti e della Squadra Mobile al comando del vicequestore Antonio Sfameni, oltre al personale della polizia Scientifica. Il mezzo è stato posto sotto sequestro. E’ stata trasportata in un deposito giudiziale anche la Ford Ka color panna trovata intorno alle 17 di ieri in via Cinque giornate, al rione Santa Chiara. Anche in questo caso si tratta di un veicolo rubato (il 15 agosto). Anche in questo caso non si può escludere un collegamento con la rapina.

Una testimone ha riferito alle forze dell’ordine di aver visto salire i banditi a bordo di una Lancia in sosta in via Germanico, una ventina di metri più avanti rispetto alla banca. Nella concitazione del momento, però, non si può escludere che un modello sia stato confuso per un altro. Il dubbio, ad ogni modo, non è stato sciolto dalle immagini riprese dalle telecamere dell’istituto di credito. Dai fotogrammi passati al setaccio dalla Mobile si capisce sì che i delinquenti si sono serviti di una utilitaria per la fuga, ma è impossibile risalire con incertezza alla casa automobilistica. Vi sono dubbi anche sul numero di malviventi entrati in azione. Non si può escludere, infatti, che i due rapinatori armati di pistola e con volto coperto da passamontagna che hanno immobilizzato le guardie giurate dell’Ivri fossero supportate, come alcune testimonianze lascerebbero pensare, da un basista.

Di certo c’è che i due, poco dopo le ore 10, al momento dell’arrivo del portavalori, sono sbucati da una Fiat Qubo che stazionava in via Germanico, sul marciapiede antistante all’ingresso della banca. I vetri della macchina, già scuri, erano stati ulteriormente oscurati con dei sacchi della spazzatura.

Alla vista dei banditi, uno due vigilantes che stavano portando in banca dei plichi carichi di denaro ha esploso un paio di colpi di pistola in aria, a scopo intimidatorio. Ma i balordi sono riusciti comunque ad impossessarsi di un sacco contenente quasi 100mila euro. Tutto questo è accaduto accanto alla chiesa dei Salesiani, in pieno giorno, in una delle strade più trafficate del capoluogo, densa di attività commerciali. Nessuno si era insospettito per la presenza di quella macchina che sostava proprio di fronte alla banca, ostruendo il marciapiede.

Il modus operandi è molto simile non solo alla rapina al portavalori già perpetrata lo scorso 26 settembre, sempre all’esterno della Banca Apulia di via Appia, ma anche ad un’altra azione delittuosa: l’assalto ai danni dei vigilantes della Cosmopol che la mattina del 3 dicembre stavano consegnando dei plichi presso la Banca popolare di Bari in via Orazio Flacco, sempre al rione Commenda. Forse c’è un’unica regia dietro ai due colpi? Gli investigatori non lo escludono. 

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