Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Industrie sicure: il Riesame alleggerisce le posizioni di vigilantes e manutentore

Si alleggeriscono le posizioni di Emanuel Magrì, 30 anni, di Mesagne, e Diego Quarta, 37 anni, di Campi Salentina (Lecce), rispettivamente manutentore e guardia giurata, accusati di aver supportato la banda dedita ai furti nella zona industriale e negli impianti fotovoltaici, sgominata dalla Squadra mobile con l'operazione "Industrie sicure"

BRINDISI – Si alleggeriscono le posizioni di Emanuel Magrì, 30 anni, di Mesagne, e Diego Quarta, 37 anni, di Campi Salentina (Lecce), rispettivamente manutentore e guardia giurata, accusati di aver supportato la banda dedita ai furti nella zona industriale e negli impianti fotovoltaici sgominata dalla Squadra mobile con l’operazione “Industrie sicure”. Il tribunale del Riesame ha annullato a entrambi l’accusa di associazione per delinquere.  

Magrì, difeso dall’avvocato Rosanna Saracino, ha ottenuto inoltre l’annullamento di altri due capi di imputazione: quello riguardante il furto nell’impianto fotovoltaico “Ecopower srl” situato in contrada Santa Lucia, nelle campagne di Brindisi, del 3 novembre 2012; quello inerente il colpo perpetrato all’interno del sito fotovoltaico “En014y” di Cellino San Marco, consumato la notte fra il 10 e l’11 novembre 2012. Confermata invece l’accusa di coinvolgimento nel furto del 16 novembre 2012, ai danni del campo fotovoltaico “Elio Salice”, di Salice Salentino (Lecce). Il 30enne, ad ogni modo, resta in regime di domiciliari. 

Quarta, difeso dall’avvocato Antonio Degli Atti, ha ottenuto l’attenuazione della misura cautelare in carcere. Al vigilantes sono stati concessi i domiciliari. Resta l’accusa di aver agevolato il presunto sodalizio criminale nell’irruzione all’interno del campo fotovoltaico di Salice Salentino. 

Venerdì prossimo ci sarà una seconda e più corposa tranche di udienze presso il tribunale del Riesame. Sono 18 le persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Stefania De Angelis, di cui 11 in carcere e 6 ai domiciliari. Una di queste, il 42enne Andrea Baglivo, aveva ottenuto la scorsa settimana la revoca del provvedimento, in quanto era già stata assolta con sentenza passata in giudicato per il medesimo fatto che gli si contestava nell’ordinanza. 

Sulla base di quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati sarebbero coinvolti in una serie di furti che fra la fine del 2012 e il gennaio del 2013 hanno colpito: gli stabilimenti delle aziende Scandiuzzi (la più martoriata), “Technogal service” e “Advanced control system srl”; l’inceneritore di Termomeccanica sulla strada per Pandi; tre impianti fotovoltaici situati rispettivamente a Salice Salentino (Lecce), Cellino San Marco e contrada Santa Lucia, nell’agro di Brindisi; l’appartamento di un privato cittadino.“

L’obiettivo prediletto della presunta organizzazione era il rame. In poco più di un anno ne sarebbero stati rubati quasi 450 quintali, di cui 120 quintali recuperati. Il valore della refurtiva è di svariati milioni di euro. L'oro rosso veniva depositato in varie basi logistiche individuate dagli investigatori, prima di essere venduto.

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