Cronaca

Infortunio in cantiere nel 2009, geometra di Brindisi assolto in Appello

Spunta un nuovo testimone: “Incidente a Trepuzzi e non in città”. Il Tribunale lo aveva condannato al risarcimento di 157mila euro all’Inail

BRINDISI – Nessuna responsabilità per il geometra brindisino D.L nell’infortunio in un cantiere edile, avvenuto nove anni fa, nel quale rimase ferito un operario: la Corte d’Appello di Lecce ha assolto per “non aver commesso il fatto”,  il professionista, condannato in primo grado a un mese di reclusione con ulteriore condanna al risarcimento del danno in favore dell’Inail per 157mila euro. Confermata, invece, la sentenza per l’imprenditore G.V, di Lecce, titolare della ditta edile.

La sentenza

ospedale Perrino Brindisi pronto soccorso-2La Corte salentina, presieduta da Maurizio Scardia, nella serata di ieri ha pronunciato sentenza in riforma di quella del Tribunale di Brindisi del 22 settembre 2016, dopo aver accolto la richiesta di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale avanzata dai difensori dell’imputato, gli avvocati Cosimo Luca Leoci e Sandro Stefanelli. Il verdetto riconosce la professione d’innocenza del geometra, costretto in questi due anni a fare i conti con ripercussioni negative sul lavoro. Assoluzione è stata invocata dallo stesso procuratore generale.

I penalisti hanno chiesto l’ascolto di un testimone nuovo, non sentito al dibattimento, in grado di riferire elementi inediti su quell’incidente, essendo un collega dell’operaio di Mesagne che rimase ferito il 28 settembre del 2009, cadendo da un’impalcatura. Riportò lesioni gravi con “conseguente incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un periodo di tempo superiore a 40 giorni”, come certificato dai medici dell’ospedale Perrino di Brindisi, dove venne accompagnato. Da qui la contestazione mossa dalla Procura nei confronti del geometra come coordinatore della sicurezza e dell’imprenditore per “imprudenza, negligenza e imperizia e per inosservanza delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro”.

Il nuovo testimone

L’operaio ha precisato che l’incidente avvenne non già nel cantiere che la ditta all’epoca aveva in via Centauro, zona Materdomini a Brindisi, ma a Trepuzzi nel Leccese. Circostanza ipotizzata dallo stesso geometra e riferita al dibattimento. Nel cantiere salentino, come coordinatore della sicurezza non c’era il professionista brindisino. Lo stesso professionista ha sempre escluso di essere stato a conoscenza di un incidente sul lavoro nel cantiere in via Centauro. Lo apprese solo quando gli venne notificato l’avviso di garanzia.

Al dibattimento, i testimoni citati esclusero che quel giorno, nel  cantiere a Brindisi, ci fu un incidente. Furono ascoltati i proprietari dell’appartamento, così come il titolare della ditta che diede in sub appalto i lavori all’impresa salentina. In particolare, la proprietaria riferì che quel giorno passò dal cantiere nel pomeriggio e vide  degli operai che montavano un’impalcatura. La circostanza “le parve strana perché era stata già smontata nei giorni precedenti”.

Il Tribunale

Il Tribunale di Brindisi affermò la colpevolezza del geometra, così come quella dell’imprenditore salentino. Secondo i penalisti, il giudice di fronte al quale si svolse il dibattimento “ha omesso di valutare in modo ragionevole il quadro probatorio, giungendo a ritenere pregiudizialmente false le deposizioni dei testi, affermando che erano finalizzate a salvare il geometra”. Hanno anche evidenziato che l’operaio ferito venne accompagnato in ospedale solo dopo due ore “quando il cantiere in via Centauro dista dal  Perrino tredici minuti, secondo le applicazioni della mappa disponibili su Google maps”.

La Corte, in riforma della sentenza del Tribunale, ha quindi assolto il geometra per non aver commesso il fatto e ha dichiarato inammissibile l’appello proposto dall’altro imputato, disponendone nei suoi confronti l’esecuzione.

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