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Ferraris, primo giorno di scuola per i migranti: "Sogno di fare il meccanico"

E' partito oggi pomeriggio il corso rivolto a 20 stranieri ospitati in provincia di Brindisi che hanno preso parte a un progetto finanziato dal ministero

BRINDISI – Abdoullay spera di trovare un posto di lavoro in un’officina. Quello che fino a ieri era un sogno al limite dell’utopia per questo ragazzo di 25 anni proveniente dalla Guinea Bissau, nei prossimi mesi potrebbe diventare un obiettivo concreto. Abulai è infatti uno dei 20 migranti che oggi pomeriggio (11 settembre) hanno varcato la soglia dell’Ipsia “Galileo Ferraris” di Brindisi per il loro primo giorno di scuola.

Si tratta di un gruppo di extracomunitari selezionati fra più di 50 candidati a un bando finanziato dal Ministero dell’Interno, per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi, nell’ambito del progetto “FA.Ci.L.E. – FormAzione Civico Linguistica E servizi sperimentali”. I nuovi studenti dell’istituto di via San Leucio, nei pressi dell'ex ospedale Di Summa, provengono da diversi centri Sprar sparsi fra Mesagne, Latiano, San Pietro, Tuturano, Brindisi e Ostuni.

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Guarda le videointerviste alla preside e agli studenti

Lezioni anche in laboratorio

Ad attenderli, nell’atrio di ingresso della scuola, c’era la preside Rita Ortenzia De Vito, che con entusiasmo ha aderito a una rete di partenariato composta da 10 soggetti,  tra cui l’università per Stranieri di Perugia, capeggiata dalla cooperativa “Rinascita” di Capertino. 

I migranti parteciperanno a un corso pomeridiano di italiano ed educazione civica, durante il quale svolgeranno anche delle attività presso un laboratorio di meccanica. Le lezioni saranno tenute da tre docenti di lingua italiana che hanno preso parte a un corso di formazione presso l’Università per stranieri di Perugia. Gli insegnanti saranno supportati dai tutor dei progetti Sprar e da mediatori interculturali linguistici.  Il corso, che si articolerà in diversi moduli, avrà la durata di diversi mesi, fino ai primi giorni del mese di marzo 2018.

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La difficile sfida dell'integrazione

Si tratta di una sfida tanto affascinante quanto impegnativa, sei si considera che molti dei ragazzi hanno sono fuggiti da paesi in cui erano sottoposti a violenze, torture e persecuzioni. Provengono da Iraq, Senegal, Pakistan, Ghana, Eritrea, Afghanistan, Togo, Gambia, Guinea, Camerun, Kossovo, Costa d’Avorio. Il più giovane non è ancora maggiorenne. Il più grande ha più di 40 anni. Alcuni di loro parlano un italiano stentato. Altri si esprimono solo in inglese o in francese. Tutti sono accomunati dalla volontà di apprendere un nuovo mestiere e di integrarsi. 

Oggi, sotto la supervisione di un insegnate, hanno familiarizzato per la prima volta con un tornio. Già a partire da domani, le lezioni entreranno nel vivo. Abdoullay, ospitato presso il Cara-Cie di Restinco, sogna di costruirsi un futuro in Italia. “Sono contento di iniziare questo corso – afferma il ragazzo – non vedo l’ora di cominciare”. 

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