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Martedì, 27 Settembre 2022
Cronaca

“Tentata concussione”, danni per centomila euro chiesti all’ex assessore Iaia

Oggi prima udienza del processo scaturito dalla denuncia della titolare dell’agenzia “Fg Events Creation”. La difesa punta all’assoluzione. Oggetto del dibattimento la fiera di Natale di due anni fa, davanti all’Ipercoop, e la vigilanza degli stand

BRINDISI –  Centomila euro a titolo di danni per la tentata concussione contestata dalla procura nei confronti di Raffaele Iaia, ex assessore alle Attività produttive del Comune di Brindisi: la richiesta è arrivata dalla titolare dell’agenzia “Fg Events Creation” che si è costituita parte civile nel processo scaturito dalla denuncia presentata dalla stessa imprenditrice due anni fa.

Il processo, iniziato questo mattina davanti al primo collegio penale del Tribunale di Brindisi, ha per oggetto la fiera di Natale organizzata davanti al piazzale del centro commerciale Ipercoop il 17 dicembre 2013 da Francesca Giglio, 25 anni.

Iaia era stato rinviato a giudizio con l’accusa di tentata  concussione per costrizione mediante abuso di qualità e poteri “perché quale assessore alle attività produttive e, quindi pubblico ufficiale” avrebbe minacciato la brindisina dicendole  la seguente frase ‘….mi raccomando per la vigilanza pensami’.

A distanza di poche settimane, e comunque dopo che la stessa aveva depositato, presso l’ufficio protocollo generale del Comune di Brindisi, la domanda volta ad ottenere il rilascio delle autorizzazioni necessarie per svolgere, l’evento “Capitale 43” la frase “….o mi fai fare la vigilanza o qualche danno te lo faccio…”.

La difesa di Iaia, affidata agli avvocati Fabio Di Bello e Gianvito Lillo, punta sul dibattimento per dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti, tanto è vero che ha depositato una lista testi nella quale figurano dirigenti di palazzo di città e consiglieri comunali. La Giglio, che si è costituita parte civile già in sede di udienza preliminare, è assistita dall’avvocato Paoloantonio D’Amico.

Nello stesso processo sono confluite le accuse di esercizio abusivo della professione di investigatore privato, trattamento illecito di dati personali, contestate in concorso con la sorella Angela.  Secondo il sostituto procuratore Milto de Nozza, e gli investigatori della Digos, “fino al dicembre 2013 avrebbe effettuato attività non autorizzata di investigazione e ricerca di informazioni per conto di privati.

Per Iaia, inoltre, c’è l’accusa legata al possesso di una Beretta calibro 9, munita di 100 cartucce, per la quale c’è un regolare porto d'armi che risulta però essere stato rilasciato sulla base di una dichiarazione mendace circa la data di nascita.

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