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Inquinamento: scoperte 33 discariche abusive nel mese di gennaio

A Fasano denunciata una persona per aver depositato rifiuti di vario tipo in un terreno di campagna di sua proprietà

FASANO - Grande attenzione è riposta dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi nella prevenzione dei reati ambientali. A tal proposito i militarti della stazione di Fasano hanno denunciato per attività di gestione rifiuti non autorizzata un 54enne del posto. G.V., che su un’area a cielo aperto di sua proprietà, di circa 4000 metri quadri, avrebbe realizzato una discarica abusiva di materiale ferroso, plastico e vario. Inoltre, nel corso della perquisizione sull'autovettura di proprietà, sono stati rinvenuti e sequestrati un passamontagna e una parrucca di colore nero, per i quali sono in corso approfonditi accertamenti al fine di stabilirne provenienza e utilizzo. Il tutto è stato posto sotto sequestro.

Il bilancio di gennaio

Complessivamente, nel mese di gennaio, i carabinieri del comando provinciale, con controlli pressoché quotidiani su tutto il territorio del brindisino, hanno scoperto ben 33 siti interessati dall’abbandono dei rifiuti per i quali come previsto dalla normativa di settore, decreto legislativo 152/2006, sono state interessate le autorità amministrative per le prescritte opere di ripristino e bonifica.

Tali interventi, oltre a rendere alla collettività il primario ed essenziale servizio della salubrità pubblica, contribuiscono in maniera efficace a restituire al territorio in cui viviamo, e quindi alla popolazione, quella bellezza paesaggistica che, purtroppo, troppo spesso, viene calpestata.

I comportamenti connotati da scarsissimo senso civico, del resto, dequalificano il territorio, riverberandosi pure in maniera indiretta sullo stato di salute anche economico della provincia, danneggiandone inevitabilmente la qualità della vita, l’immagine e nondimeno l’"appetibilità" per tutti quei turisti, anche stranieri, che puntano a voler trascorrere qualche giorno nel territorio provinciale e nazionale. È anche questo dunque, in linea con le finalità indicate negli artt. 2 e 4 del decreto legislativo 152/2006, che recepisce e attua a sua volta varie stringenti direttive europee, lo spirito con cui i controlli dei carabinieri nella provincia proseguiranno in maniera serrata, nello specifico settore.

Al riguardo, peraltro, pesanti sono le ripercussioni sanzionatorie per tutti coloro i quali saranno individuati quali trasgressori della specifica normativa a salvaguardia dell’ambiente. In particolare, la specifica condotta è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 3.000 euro, cifra che viene raddoppiata per raggiungere i 6.000 euro qualora lo sversamento riguardi rifiuti pericolosi (materiali infiammabili, corrosivi, di provenienza industriale, amianto, ecc.). 

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