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Insegnanti esclusi dalle supplenze: "Interpretata male una nota del Miur"

Polemizzano con l'ufficio scolastico territoriale di Brindisi un sindacato e decine di insegnanti esclusi dalle supplenze a causa di quella che secondo loro è una interpretazione errata della direttiva ministeriale

BRINDISI – “Gravemente lesiva del diritto dei ricorrenti a stipulare il contratto di lavoro, se utilmente collocati in graduatoria”. E’ così che l’associazione sindacale Anief definisce la decisione del dirigente dell’ufficio scolastico territoriale (Ust) di Brindisi “di assegnare gli incarichi, da Gae (graduatorie ad esaurimento) e da fascia 1 di Istituto, ai soli ricorrenti, inseriti in Gae con riserva, che abbiano un provvedimento del giudice che riporti esplicitamente la possibilità di stipula dei contratti”.

Il sindacato, attraverso una nota stampa, ha dato voce al forte disappunto con cui decine di insegnanti brindisini di scuola di infanzia e primaria con diploma magistrale (abilitante all’insegnamento se conseguito entro l’anno scolastico 2001-02) hanno accolto l’esclusione dalla lista dell’Ust di Brindisi alla quale devono attingere i dirigenti scolastici, per coprire tutti i posti vacanti con varie tipologie di supplenze a tempo determinato. 

Per comprendere meglio una questione parecchio complessa, va spiegato che migliaia di insegnanti in tutta Italia hanno presentato ricorso contro l’esclusione dalla graduatoria Gae a causa di numerose anomalie del sistema informativo Sidi emerse nel corso dell'inserimento delle domande per il rinnovo delle graduatorie di istituto dei docenti ed educatori. 

Ne è scaturita quindi una girandola di contenziosi che non ha fatto altro che aumentare la confusione, in quanto sono diverse le interpretazioni fornite dai numerosi giudici che si sono espressi sulla questione. Una sentenza del Tar del Lazio attesa per il prossimo 5 dicembre dovrebbe far luce (si spera definitivamente) sulla situazione. In attesa di questo pronunciamento, il Miur, attraverso una nota del 29 agosto 2017, ha emesso la seguente direttiva: "È possibile conferire incarichi a tempo determinato con apposizione di clausola risolutiva condizionata alla definizione del marito del giudizio pendente, ai docenti risultanti destinatari di pronunce giudiziali favorevoli in forza delle quali, il disposto inserimento con riserva nella Gae o di istituto risulti configurato dal giudice come pienamente anticipatorio di tutte le utilità ad esso connesse.” 

In attesa dell’agognata sentenza del tar del Lazio, insomma, gli insegnanti il cui ricorso è stato accolto dal giudice, possono essere inseriti in graduatoria. Sulla base di quanto sostiene il sindacato Anief, però, l’Ust di Brindisi avrebbe inserito una ulteriore postilla. Quale? Per poter essere inseriti in graduatoria, i ricorrenti devono esibire un provvedimento del giudice “che riporti esplicitamente la possibilità di stipula dei contratti”. Lo stesso sindacato “ha già provveduto a diffidare l'Ust Brindisi e a segnalare l'accaduto all'Usr (Ufficio scolastico regionale) Puglia”. 

“In attesa di un cambio di rotta (si spera) spontaneo dell'Ust Brindisi – si legge ancora nel comunicato – Anief ha deciso di proporre ricorso d'urgenza al Giudice del Lavoro per tutti coloro che, inseriti in Gae con riserva, non abbiano ricevuto una proposta di contratto, nonostante l'utile posizionamento in graduatoria”. “A breve – conclude l’Anief - organizzeremo una riunione per agire d'urgenza presso il Giudice del Lavoro (sperando che, nel frattempo, l'Amministrazione cambi idea e decida spontaneamente di convocare tutti i ricorrenti)”.  

Gli insegnanti brindisini, fra l’altro, sostengono che negli ambiti territoriali di Brindisi e Lecce la nota ministeriale sia stata recepita in due modi diversi, dallo stesso dirigente. Nelle circolari inviate ai presidi salentini, infatti, a detta dei docenti, non si fa alcun cenno alla postilla sui provvedimenti del giudice (quella segnalata dall’Anief), che invece compare nelle disposizioni impartite ai dirigenti scolastici della provincia di Brindisi. 

“Tutto questo caos - denuncia un gruppo di docenti esclusi dalla lista inviata ai dirigenti scolastici brindisini - deriva solo ed esclusivamente da una errata interpretazione della nota Miur, che giammai fa riferimento alla tanto famigerata clausola di poter o non poter fare contratti, a cui il dirigente fa riferimento. Le conseguenze che ne derivano, non solo pregiudicano il diritto al lavoro, ma, non garantiscono la trasparenza amministrativa delle operazioni di verifica sui criteri (se pur discutibili) da loro attribuiti”. 

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