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Insensata l'idea di schierare la brigata San Marco contro la criminalità

Leggo con orrore che, nel suo articolo di ieri, l’on. Ciracì propone di impiegare gli uomini della Brigata Marina San Marco (Brigata, onorevole, Brigata; il Battaglione non esiste più dal 1999!) in compiti di sicurezza

Leggo con orrore che, nel suo articolo di ieri, l’on. Ciracì propone di impiegare gli uomini della Brigata Marina San Marco (Brigata, onorevole, Brigata; il Battaglione non esiste più dal 1999!) in compiti di sicurezza nelle strade della Provincia di Brindisi.
Questa proposta evidenzia l’ignoranza che i nostri “rappresentanti”  hanno della struttura e compiti delle FF.AA., in generale, e dei Reparti che (dal 1971) sono di stanza a Brindisi, in particolare.

La proposta dell’on. Ciracì è insensata per almeno due motivi: 
-    il primo è che la Brigata Marina “San Marco” – così come i colleghi dei Marines USA o della Infanteria de Marina spagnola od anche i Royal Marines inglesi – è un reparto di élite specializzato nella “Guerra Anfibia”, cioè uomini addestrati ed equipaggiati per essere inseriti dal mare in un territorio ostile per condurre operazioni militari isolate - sia dal punto di vista operativo che logistico - le cosiddette Expeditionary Operations.   Operazioni nelle quali il “San Marco” si è sempre distinto, a partire dalla Missione Multinazionale a Beirut del 1982-84, per poi proseguire a Mogadiscio (Somalia) del 1992-94,in Albania ed  in Bosnia Herzegovina a metà degli anni ’90, in  Kosovo a fine anni ’90 e via via, in Iraq, in Afghanistan, ecc… 

Si tratta di un compito molto particolare ed estremamente delicato che richiede uomini altamente addestrati e motivati. Addestramento e motivazione che richiedono una continua preparazione tecnico-fisica e mezzi ed armamenti di altissimo livello. 

Già nel 2008, in seguito ad una legge del Governo Berlusconi, lo Stato Maggiore della Difesa fece la leggerezza di impiegare  gli uomini del “San Marco” nelle operazioni “Strade Sicure” e “Strade Pulite” in Campania. Questo impiego inusuale, con gli uomini impiegati in piccoli Nuclei ed in compiti non attinenti al loro addestramento, comportò che – alla conclusione delle due missioni – ci volessero anni di duro lavoro prima che il personale del “san Marco” ritornasse ad un livello professionale sufficiente  per compiere le missioni di istituto. 
-    il secondo motivo è che, per arginare il fenomeno terrorista, non esiste provvedimento più inutile che l’impiego di poliziotti e militari in uniforme. 

Partendo dal presupposto che si può presidiare solo una piccolissima percentuale del territorio,  l’impiego di personale in uniforme indicherà solamente quali luoghi (non presidiati) sarà possibile impunemente colpire. È chiaro che dichiarazioni come quella del Presidente Hollande di impiegare 10.000 soldati a Nizza hanno solo  il fine di tranquillizzare i potenziali  turisti e scopi elettorali. È noto come il periodo storico su cui la classe politica (nostrana ed internazionale) basa le proprie azioni e dichiarazioni sia quella che va fino alle successive elezioni.

Il terrorismo, se si vuole veramente combattere (cosa della quale dubito fortemente) lo si fa con manovre “preventive” come le operazioni di intelligence, di videosorveglianza, di monitoraggio dell’uso dei telefoni cellulari e, ultimo ma non ultimo, con il controllo dei flussi di denaro (perché il terrorismo costa e costa anche molto).

Il contrasto dei fenomeni di micro e macro criminalità – che tanto pare stare a cuore dell’onorevole Ciracì – si contrasta con la creazione ed il  perseguimento di tutti (ed anche non per scopi di consenso) di una cultura sociale che faccia emarginare, non solo chi delinque abitualmente, ma anche chi abbandona la spazzatura in luoghi od orari non previsti, di chi parcheggia nelle zono riservate ai disabili, di chi non rilascia gli scontrini o le ricevute fiscali, di che – amministratore pubblico -  persegue interessi propri anziché quelli della comunità che rappresenta, di chi abbandona o maltratta gli animali, di chi usa violenza contro le donne, di chi si macchia del gravissimo reato di pedofilia, ecc, ecc, ecc…

Quindi, onorevole Ciracì, parli pure con il Ministro Alfano, ma, a differenza di quello che fanno abitualmente molti suoi Colleghi, una volta tanto, parli di cose che conosce.
 

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