Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Anche il porto di Brindisi entra nella nuova Rete mareografica nazionale

Anche il porto di Brindisi entra nelle Rete Mareografica Nazionale dell’Ispra, l’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (cui fanno capo tutte le Arpa regionali). In Italia esiste già un sistema di mareografi controllato dall’Istituto idrografico militare, e Brindisi assieme a Genova era uno degli hot spot principali di tale sistema, destinato soprattutto alla misurazione dei livelli delle maree

BRINDISI – Anche il porto di Brindisi entra nelle Rete Mareografica Nazionale dell’Ispra, l’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (cui fanno capo tutte le Arpa regionali). In Italia esiste già un sistema di mareografi controllato dall’Istituto idrografico militare, e Brindisi assieme a Genova era uno degli hot spot principali di tale sistema, destinato soprattutto alla misurazione dei livelli delle maree. E’ più complesso invece il compito della Rmn dell’Ispra, che è l’evoluzione e il braccio operativo del Servizio mareografico nazionale (Smn) legato alla legge sulla difesa del suolo.

Mareografo 4-2“Compito del Smn è quello di provvedere al rilievo sistematico ed alla elaborazione delle grandezze relative al clima marittimo, allo stato dei litorali ed ai livelli marini, di provvedere alla pubblicazione sistematica degli elementi osservati ed elaborati e di cartografia e di predisporre criteri, metodi e standard di raccolta, analisi e consultazione dei dati relativi all’attività conoscitiva svolta”, spiega l’Ispra. “Il Smn fornisce dati, pareri e consulenze a chiunque ne faccia richiesta e supporta gli enti locali e gli altri enti pubblici e di diritto pubblico. Nel campo marittimo il Smn ha assunto la gestione della Rete Ondametrica Nazionale (Ron), realizzata a suo tempo dal Ministero dei Lavori Pubblici, ed ha provveduto allo sviluppo e potenziamento  della  nuova Rete Mareografica Nazionale (Rmn)”.

Brindisi è una delle 36 stazioni misurazione previste della Rete mareografica nazionale, che sostituisce la rete esistente, e si aggiunge alle 33 stazioni già operative (Imperia, Genova, La Spezia, Livorno, Civitavecchia, Cagliari, Carloforte, Porto Torres, Palermo, Porto Empedocle, Catania, Messina, Reggio Calabria, Crotone, Taranto, Otranto, Bari, Vieste, Ortona, Ancona, Ravenna, Venezia, Trieste, Napoli, Palinuro, Salerno, Lampedusa, S. Benedetto del Tronto, Sciacca, Stromboli Ginostra, Gaeta, Ponza e Marina di Campo). Il mareografo è stato installato, come in prevalenza negli altri siti, all’interno del bacino portuale e più esattamente all’interno del Marina di Bocche di Puglia.

Mareografo-2L’installazione è stata completata giovedì sera sotto la supervisione della società italiana specializzata in sensori (ed operante in varie aree del mondo) Siap+Micros. Come ogni altra stazione di misurazione della Rete mareografica nazionale, anche quella di Brindisi è totalmente alimentata da un pannello fotovoltaico. La stazione è dotata solo di una parte dei sensori applicabili, infatti la dotazione non è la stessa per tutti i punti di misurazione della Rmn, la quale ha quattro sottoreti: 1) Rete per la misura del livello del mare e la determinazione delle maree e delle sesse 2) Rete meteomarina delle coste italiane 3) Rete per l’individuazione e la caratterizzazione tempestiva delle onde anomale (tsunami), della loro propagazione e per la caratterizzazione della mareggiate eccezionali 4) Rete per la caratterizzazione qualitativa delle aree marine ambientalmente più sensibili.

Mareografo 3-2“Tutte le stazioni sono dotate di un sistema locale di gestione e memorizzazione dei dati e di un apparato di trasmissione (Umts) in tempo reale alla sede centrale del Smn a Roma. Inoltre in 9 stazioni strategiche per la misura di fenomeni particolari (onde anomale) è presente – spiega sempre Ispra - un secondo sistema di trasmissione dati via satellite con tecnologia Iridium che garantisce il collegamento anche in presenza di situazioni di black-out del sistema Umts”. L’Ispra sta riorganizzando anche i dati storici della vecchia rete pre-esistente per creare un data base di confronto con le nuove misurazioni.

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