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“Insulti e schiaffi ai bimbi dell’asilo”: processo per la maestra brindisina

L’insegnante, ora in pensione, ha rinunciato a riti alternativi per difendersi al dibattimento. L'accusa mossa partendo dalla denuncia di alcuni genitori: telecamere nascoste a scuola

BRINDISI – Processo ordinario, con istruttoria dibattimentale, per la direttrice dell’asilo del quartiere Cappuccini, accusata di maltrattamenti nei confronti di alcuni dei piccoli alunni di età compresa fra tre e cinque anni. Il gup, ieri, ha rinviato al giudizio del Tribunale la maestra, nel frattempo andata in pensione, ammettendo la costituzione di parte civile dei genitori di quattro bambini.

Il processo e la difesa

procura di Brindisi-2L’imputata, difesa dagli avvocati Andrea Casamassima e Massimo Di Summa, ha rinunciato a riti alternativi, come il processo in abbreviato che permette di ottenere la riduzione di un terzo della pena in caso di condanna o il patteggiamento. Intende dimostrare la propria innocenza e per farlo vuole affrontare le udienze e sostenere l’esame, per rispondere alle domande del pubblico ministero e del Tribunale, oltre a quelle rivolte dal suo difensore.

L’udienza preliminare si è svolta nella mattinata di ieri davanti al giudice Stefania de Angelis, al quale il sostituto procuratore aveva chiesto il processo, a conclusione delle indagini svolte dagli agenti della Squadra Mobile di Brindisi, diretti dal vice questore aggiunto, Antonio Sfameni. Le parti civili saranno rappresentate in giudizio dalle penaliste Assuntina Caracciolo e Cinzia Cavallo.

L'inchiesta

L’insegnante, 67 anni, venne arrestata ai domiciliari, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, il 6 settembre 2017. Il 22 settembre successivo la maestra venne rimessa in libertà dal Tribunale del Riesame di Lecce, in accoglimento del ricorso discusso dai difensori: il collegio sostituì la misura cautelare con quella interdittiva che impedì alla direttrice di svolgere funzioni educative. Avendo, nel frattempo, maturato i requisiti per la pensione, è stata collocata a riposo

Le indagini partirono dalla denuncia sporta dal referente didattico di un istituto superiore di Brindisi, convenzionato con la scuola d’infanzia per lo svolgimento di tirocini formativi. A notare condotte ritenute dubbie da parte dell’educatrice, sarebbero state alcune studentesse. Una volta tornate in classe ne parlarono con il responsabile del progetto il quale, a sua volta, si rivolse ai poliziotti.

Le telecamere

Foto Squadra Mobile-2-2Per verificare cosa effettivamente accadeva nelle aule della scuola d’infanzia, gli agenti della Mobile – previa autorizzazione – nascosero alcune telecamere di piccole dimensioni: le immagini registrate nei primi sei mesi dell’anno scolastico, sono state qualificate dal gip come “gravi indizi di colpevolezza” nell’ordinanza di custodia cautelare per contestare l’accusa di maltrattamenti, fisici e psicologici, ai danni dei piccoli alunni, tutti bambini di età compresa fra tre e cinque anni.

L’accusa

Gli episodi, così come riportati nel capo di imputazione, si riferiscono di schiaffi e strattonamenti, minacce e insulti nei confronti dei bimbi. In sede di interrogatorio di garanzia davanti al gip, la maestra scelse la facoltà di non rispondere. Successivamente gli agenti della Mobile hanno avuto modo di raccogliere le testimonianze di altri genitori, rispetto a quelle inizialmente confluite nel fascicolo del pubblico ministero.

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