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Integrazione scolastica, la Cgil proclama lo stato di agitazione

La Cgil Brindisi a seguito dell'assemblea svolta con i lavoratori e lavoratrici, proclama lo stato di agitazione per la riduzione dell'orario di lavoro e di assistenza ai diversamente abili nelle scuole di ogni ordine e grado nei Comuni dell'Ambito Territoriale Sociale Br4

La Cgil Brindisi a seguito dell’assemblea svolta con i lavoratori e lavoratrici, proclama lo stato di agitazione per la riduzione dell’orario di lavoro e di assistenza ai diversamente abili nelle scuole di ogni ordine e grado nei Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale Br4.

A tal proposito chiediamo un intervento risolutore di Sua Eccellenza il Prefetto di Brindisi e, dei sindaci interessati, per ristabilire le ore contrattuali ai lavoratori coinvolti a garanzia di un servizio dignitoso agli utenti, nel rispetto del diritto allo studio e all’assistenza, per evitare lo sciopero, che sicuramente, avrebbe ricadute negative verso i più deboli e al servizio di estrema utilità.

Le problematiche emerse sul servizio di integrazione scolastica nell’Ambito territoriale di Mesagne necessitano dei dovuti approfondimenti. E’ per questo che come Cgil abbiamo richiesto una convocazione urgente del tavolo di confronto tra Coordinamento Istituzionale e Organizzazioni Sindacali. Incontro che l’Ambito avrebbe dovuto promuovere nei tempi e nei modi adeguati, considerato che sulla  modifica delle modalità di gestione ed erogazione di un servizio essenziale come quello in questione bisogna confrontarsi con le Organizzazioni Sindacali, così come prevede la norma.

Invece l’Ambito ha preferito mettere tutti di fronte “al fatto compiuto”, e il Presidente del Coordinamento Istituzionale, il Sindaco di Mesagne Pompeo Molfetta invece che riflettere e rimediare rispetto alle omissioni d’informativa e di confronto, si è lasciato andare a dichiarazioni del tutto  inopportune e dal tono offensivo nei confronti della Cgil. Ma poiché l’Ambito fa capo a nove Comuni l’attività sindacale non si è fermata: il confronto sta proseguendo con gli altri sindaci e/o assessori alle politiche sociali anche nel corso di assemblee partecipate dai familiari di alunni diversamente abili e dagli operatori interessati.

Emerge un quadro tutt’altro che scontato: ci sono già Amministrazioni Comunali che stanno cercando soluzioni economiche che consentano di garantire il diritto allo studio con un servizio di integrazione scolastica che possa essere definito tale. Infatti, nel merito, la due domande su cui chiediamo una risposta a tutti gli Organismi preposti sono: ma che attività d’integrazione scolastica si riesce a svolgere con un tempo dedicato giornaliero di mezz’ora? A cosa serve? Chiunque abbia esperienza di contesti scolastici sa che il tempo è talmente breve che potrebbe addirittura rivelarsi, in alcune circostanze, un intervento dannoso  per gli alunni, perché destabilizzante, specie per i più piccoli, per i quali  la relazione affettiva diretta nel rapporto duale con l’operatrice/operatore favorisce e implementa una concreta inclusione.Ma può essere considerato dignitoso un rapporto di lavoro della durata giornaliera di mezz’ora?

E’ chiaro che sul versante lavorativo la categoria di riferimento, la Fp Cgil, stia per dichiarare lo stato di agitazione.   L’auspicio, a questo punto, è che  le questioni vengano affrontate con  serietà e responsabilità condivise. Conosciamo le difficoltà economiche dei Comuni rivenienti dai tagli al welfare e alla sanità, ma, bilancio alla mano, quant’è la spesa sociale procapite che ogni Comune, in questa fase, sta  mettendo a disposizione per erogare i servizi essenziali ai cittadini? Come Cgil siamo pronti a confrontarci nel merito insieme alle altre OO.SS., anche per arginare il rischio che diritti sanciti dalla Costituzione non vengano resi esigibili barattandoli con altro.

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