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Cronaca

Nella tarda mattinata un altro arresto. Le intercettazioni ambientali

Microspie nelle camere della pensione in cui Boccadamo dava istruzioni al gruppo

BRINDISI – Decimo arresto nella tarda mattinata a Brindisi nell'ambito delle indagini sui colpi in trasferta nel Nord-Est. Ordinanza di arresto in carcere anche per Adriano Polmone, 42 anni, brindisino, mentre è rimasto a piede libero D.A per “carenza di gravi indizi di colpevolezza”.Tre rapine consumate, con sequestro di persona, per un bottino complessivo pari a 247mila euro. “Che cosa ti costa: siamo in due, gli metti le fascette ai polsi, poi li chiudi in bagno e se ti trovi una persona di un metro e 90 per 120 chili, allora gli diamo botte se siamo costretti”.

Undici indagati

BOCCADAMO Antonio classe 1969-2Le istruzioni su cosa fare subito dopo essere entrati nelle filiali delle banche e delle poste tra il Friuli e il Veneto, sono state intercettate dai carabinieri nelle camere di una pensione di Meolo, comune di poco più di seimila abitanti, in provincia di Venezia: qui hanno soggiornato Antonio Boccadamo, ritenuto il capo e il promotore del gruppo specializzato nelle rapine, con sequestro di persona, e gli altri brindisini arrestati dai militari.

Undici gli indagati, al momento, Polmone incluso: Antonio Boccadamo, 49 anni, di Brindisi (nella foto accanto); il fratello Lorenzo Boccadamo, 56 anni, di Brindisi; Gervasio Del Monte, 52 anni, di Brindisi; Pasquale Carparelli, 54 ani, di San Vito dei Normanni; Massimiliano Galasso, 43 anni, di Fasano; Orlando Morleo, 43 anni, di Brindisi (cognato di Antonio Boccadamo); Lorenzo Battisti, 54 anni, di Brindisi; Simone Giordano, 40 anni, nato a Carignano (Torino), residente a Ostuni; Lorenzo Mastrovito, 47 anni, nato a Vigevano (Pavia), residente a Ostuni. Tutti in carcere.

Le intercettazioni 

Le conversazioni, riportate a stralci nel provvedimento di arresto, sono  considerate  eloquenti ed espressive del grado di “professionalità” degli indagati stando a quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Pordenone, Monica Biasutti. Di rilievo quelle ascoltate grazie ad alcune “cimici” nascoste nella camera da letto occupata da Boccadamo il primo ottobre 2017, assieme al fratello Lorenzo, a Gervasio Del Monte (nella foto in basso) e a due ostunesi, Simone Giordano e Lorenzo Mastrovito.

DEL MONTE Gervasio classe 1966-2Per il gip, così come per il pm titolare del fascicolo d’inchiesta, è “grave indizio di colpevolezza”, al pari della conversazione intercettata il 15 giugno precedente, nella Fiat Grande Punto in uso a Del Monte: “Almeno prendiamo, non dico troppo, ma pure una trentina per ciascuno, almeno campiamo luglio e agosto”. La voce, secondo l’accusa, sarebbe quella di Del Monte che dialogava con Lorenzo Battisti.

Quest’ultimo “confidava che tra ottobre e novembre gli sarebbe arrivato un definitivo” da intendere come condanna non più impugnabile e dunque da scontare in carcere, “ per cui poteva ancora portare a termine tre o quattro lavori”. Lavori che, nella chiave di lettura degli inquirenti altro non sarebbero stati, se non assalti in filiali delle banche e delle Poste Italiane. Con una raccomandazione su “come dividere subito il bottino”: “non dobbiamo farceli trovare tutti su una persona, se fermano loro, non trovano nulla, dicono che non sono questi”. Anche quest’altra conversazione è stata ascoltata nella Grande Punto.

Il dispositivo Gps

Su un’altra Fiat Punto i carabinieri di Brindisi il primo luglio dello scorso anno sono riusciti a nascondere un dispositivo Gps che ha permesso di seguire a distanza il tragitto dell’auto, scoprendo l’effettiva residenza di Boccadamo: Novigrad, in Slovenia. La Punto, infatti, “noleggiata da Battisti proseguirà oltre il confine sino a un pensione in Slovenia”, più esattamente a Koper, e poi a Novigrad, diventata la base operativa del gruppo qualificato come “associazione per delinquere, finalizzata al compimento di rapine con l’uso di armi e sequestro di persone”, tutte quelle trovate al momento dell’irruzione.

Il bottino

GALASSO Massimiliano, classe 1975-2Ingente il bottino, stando alla contabilità tenuta dai carabinieri. Il primo colpo contestato si riferisce alla rapina consumata nella notte fra il 30 e il 31 dicembre 2017 nell’ufficio postale di Casarsa della Delizia, località di meno di novemila abitanti in provincia di Pordenone: Boccadamo, Del Monte e Polmone “in concorso con altri si impossessavano del denaro custodito all’interno della cassaforte pari a 110.749,60 euro e di 120 buoni postali fruttiferi e novanta assegni in bianco non trasferibili”.

Boccadamo e Galasso, assieme ad altri al momento rimasti in libertà, avrebbero messo a segno la rapina nella filiale del Monte dei Paschi di Siena di Cessalto, tremila anime, in provincia di Treviso, il 14 aprile 2017, riuscendo a portar via la somma pari a 86.060,06 euro custodita nella cassaforte. Boccadamo, Del Monte, Carparelli e Galasso sono ritenuti gli autori del colpo messo a segno il 31 maggio 2017 nell’ufficio postale di San Dorligo della Valle: bottino pari a 56.371,37 euro. Gli indagati ristretti nel carcere di Brindisi saranno interrogati per rogatoria, alla presenza dei difensori di fiducia Daniela D'Amuri e Giuseppe Guastella.

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