Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

“Ehi amo’ sabato abbiamo preso più dal Mashad che dall’Aranceto”

"Veronica Girardi, moglie di Tobia Parisi, gestiva i parcheggi e dava i compensi agli abusivi". Informava il marito che c'era stato Alberto Tomba: "Anche lui ha pagato due euro". E dello spettacolo di Biagio Izzo: "arriveranno 300-400 auto". Ma il titolare del locale pretese posti gratis: "Ci stanno vip, perdo la faccia"

I magistrati dell'Operazione The Beginners

BRINDISI – “Ehi amo’, guarda che sabato sera abbiamo preso più al Mashad che dall’Aranceto”: compagna di vita e di malavita Veronica Girardo, moglie di Tobia Parisi, che secondo la Dda avrebbe fatto parte anche lei dell’associazione di stampo mafioso con un ruolo di spessore. Non più semplice “postina”, ma persona di fiducia, al punto da decidere in piena autonomia, quanto chiedere per il posteggio delle auto in occasione delle serate in discoteca, dal Mashad di Pantanaggiani, all’Aranceto  , per arrivare al Poison di Mesagne.

Perché anche lo sterrato diventato parcheggio era occasione di business e per organizzarsi bisognava conoscere bene il calendario degli eventi, sapere quando ci sarebbe stato, per esempio, Alberto Tomba, il campione di sci mai dimenticato, oppure Biagio Izzo, il comico napoletano che sbanca il botteghino o ancora quando era in programma la serata italiana. Il motivo? Sarebbe stato necessario stabilire il ticket, da chiedere a tutti, e definire il numero dei posteggiatori abusivi, da pagare a stretto giro. retroscena della gestione dei parcheggi delle discoteca sono venuti a galla dall’ascolto dei colloqui in carcere tra moglie e marito, intercettati nel momento in cui si è avuto il sentore che lei, Veronica Girardo non fosse solo compagna di vita e madre, ma qualcosa di più.

Tobia Parisi-2A conferma dell’impostazione accusatoria, il gip ha riportato la conversazione del 10 agosto 2013, nella saletta del penitenziario di Taranto, dove Parisi era detenuto, dopo essere stato arrestato con l’accusa di aver fatto parte del clan dei mesagnesi, nel blitz chiamato Calypso del 2010, da cui scaturì il pentimento di Ercole Penna. "Sai  domenica scorsa entra nel parcheggio lo sciatore”, dice lei. E lui: “Chi?”. Lei: “Alberto Tomba e Franco dice due euro, mentre lui dice ma lo sai chi sono? Sì, due euro, sempre due euro sono, andò al Mashad, comunque all’Aranceto abbiamo preso bene”. E ancora lei: “Speriamo che si lavora bene”. La preoccupazione era la pioggia, per cui sarebbe stato necessario anche ascoltare le previsioni del tempo. Sempre Veronica Girardo dice: “Vabbe’ che la serata è alle nove”.

Nella stessa conservazione, il riferimento allo spettacolo di Izzo: “Sono stati comprati 900 biglietti, quindi amo’ metti 5 persone ad auto, devono andare 300-400 auto”. Il passaggio con riferimento alla serata del comico è finito nel provvedimento di arresto per far emergere i rapporti tra Parisi e le persone ritenute del suo clan, alcune delle quali intercettate e dunque ascoltate in tempo reale nelle giornate a ridosso dell’evento, dal 12 al 14 agosto 2013: “emerge che il titolare dell’Aracento, Aldo Iaia, pretenderà ed otterrà dal gruppo addetto ai parcheggi la totale esenzione dal pagamento del posteggio per le auto degli spettatori di Izzo”.

Solo a conclusione, il pagamento poteva esserci. E ci sarebbe stato in occasione dell’apertura della serata italiana. Ipotesi che non incontra il consenso della moglie di Parisi: “Che me ne fotto, che faccio, lui si arricchisce e io guardo stasera? Che sono cose importante e devono pagare”. A fare da interlocutore, ci sarebbe stato Roberto Orlando: “Domani quando arrivano le auto, se mi fanno vedere l’invito di Biagio Izzo entrano e  non pagano, se invece vedo che stanno venendo per ballare, il dopo serata mi pagano tre euro”.

Il gip dalla lettura di queste intercettazioni giunge però a una conclusione diversa da quella prospettata dai pm e cioè che non ci sarebbe stata soggezione di Iaia, in quanto titolare della discoteca, nei confronti del gruppo Parisi perché riuscì a imporre la sua decisione. La conferma, secondo il gip, emergerebbe anche da un’altra conversazione intercettata in carcere tra Parisi e la moglie, dopo l’evento: “Lui mi fa chiamare da Roberto e dice, digli a Veronica che il parcheggio non si paga e io ci sono rimasta male, gli dissi almeno due euro no? No perché sono tutti vip, Biagio di qua e io non voglio perdere la faccia, chiusi il telefono e dissi il Signore almeno che non prende nemmeno dieci euro e non ha preso niente se n’è andato 7mila euro sotto, muori”.  Quando ci fu lo “schiuma party”, presero 500 euro, stando a quanto disse la donna al marito.

Veronica Girardo-2Secondo il giudice, tenuto conto del rapporto intercorrente tra Parisi e Iaia “non può escludersi che la genesi dell’affidamento di quel servizio, sia altra e cioè che sia stato Iaia a chiedere di mettersi sotto la protezione di Parisi. Tale evenienza rafforza la prova della sussistenza di un clan mafioso, ma non è utile a configurare l’ipotesi estorsiva.

Per il Mashad, i coniugi avrebbero fatto affidamento su Antonio Emanuele Tarantino e Franco Dimastrodonato, aventi il compito di esecutori materiale dell’attività, i cui ricavi venivano sistematicamente consegnati alla Girardo. Tarantino, inoltre, aveva il compito di verificare gli effettivi compensi percepiti dagli parcheggiatori, avendo avuto Parisi il sospetto che qualcuno si appropriasse di parte del denaro. Anche in questo caso, non è stato escluso che il gestore Giuseppe De Simone abbia chiesto la protezione del clan.

Diversa, invece, la genesi del rapporto con il titolare della discoteca Poison, Stefano Blasi, poiché secondo il gip in questo caso ci sarebbe stata la “coartazione della volontà”, quindi l’imposizione del vincolo e la minaccia: “O mi dà l’autorizzazione per il posteggio o 3mila euro al mese”, dice Parisi che incarica la moglie di mandare Antonio Tarantino. E ancora: “A Stefano gli devo strappare tutto, digli che se mi riscaldo, adesso sono 4 mesi che non lavoriamo.

Accade poi che nella tarda serata del 16 novembre 2013, i parcheggiatori di Parisi vengono inviati sul posto dove sorgono contrasti con i concorrenti: Veronica Girardo viene informata da Dimastrodonato che gli altri avevano diviso in due l’area del parcheggio e avevano trattenuto per sé quella più redditizia. “Sta succedendo un bordello”. Sì perché c’era stato l’arrivo degli agenti da Mesagne da Brindisi.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Ehi amo’ sabato abbiamo preso più dal Mashad che dall’Aranceto”

BrindisiReport è in caricamento