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Rapina in casa del pensionato: gli arrestati fanno scena muta davanti al gip

Si sono svolti gli interrogatori di garanzia dei due brindisini arrestati dai Carabinieri per aver preso parte a una rapina a mano armato avvenuta nel gennaio 2016

BRINDISI – Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due brindisini arrestati dai carabinieri con l’accusa di aver preso parte a una rapina a mano armata avvenuta il 26 gennaio 2016 nell’appartamento di un pensionato di Brindisi, in presenza anche della figlia, che versava in stato di coma, e di una collaboratrice domestica, impossessandosi di vari monili d'oro, di una somma di denaro pari a 150 euro e di una macchina fotografica digitale. 

Giovanni Nacci, 35 anni, difeso dall’avvocato Luca Leoci, e Fabrizio Antonio Bianco, anche lui 35enne, difeso dall’avvocato Luigi De Franco, si sono presentati stamani davanti al gip Stefania De Angelis nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia. Nacci, detenuto in regime di domiciliari, non è accusato di aver partecipato materialmente alla rapina, bensì di aver fornito agli esecutori materiali le chiavi dell’abitazione della vittima, di cui era in possesso la madre di Nacci, in quanto questa svolgeva l’attività di collaboratrice domestica presso la casa presa di mira dai banditi (era un’altra, però, la badante che si trovava nell'appartamento al momento della rapina).

Proprio per questo motivo, il legale di Nacci chiederà che l’ipotesi di reato contestata al suo assistito venga ricondotta in concorso in furto e non in rapina, semmai dovesse essere valida l’ipotesi accusatoria, in quanto appunto Nacci non poteva sapere, secondo la tesi difensiva, della condotta materiale messa in atto dai coindagati.

L’avvocato di Bianco (recluso in carcere) rimarca come le conversazioni di Nacci captate dagli inquirenti nel corso delle indagini (tramite intercettazioni telefoniche e ambientali) non siano mai avvenuta in presenza di Bianco e che quindi non vi siano riscontri oggettivi del suo coinvolgimento nell'azione delittuosa. Entrambi i legali, ad ogni modo, si riservano di presentare istanza di scarcerazione al tribunale del Riesame. 

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