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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Interrogato Maisto, resta in carcere

BRINDISI – Giuseppe Maisto resterà in carcere. Pur portatore di una grave patologia, è stato considerato dal giudice delle indagini preliminari Paola Liace socialmente pericoloso, e pertanto il gip stamani – in sede di udienza di convalida – ha disposto che il 37enne arrestato la vigilia di Natale rimanga in stato di custodia cautelare in un istituto di pena. Sarà poi la Dap, la direzione dell’amministrazione penitenziaria, su segnalazione dello stesso magistrato,a disporre che Maisto venga trasferito in una struttura carceraria ospedaliera.

BRINDISI - Giuseppe Maisto resterà in carcere. Pur portatore di una grave patologia, è stato considerato dal giudice delle indagini preliminari Paola Liace socialmente pericoloso, e pertanto il gip stamani - in sede di udienza di convalida - ha disposto che il 37enne arrestato la vigilia di Natale rimanga in stato di custodia cautelare in un istituto di pena. Sarà poi la Dap, la direzione dell'amministrazione penitenziaria, su segnalazione dello stesso magistrato,a disporre che Maisto venga trasferito in una struttura carceraria ospedaliera.

Questa la conclusione dell'interrogatorio di oggi presso il carcere di via Appia a Brindisi, dove Giuseppe Maisto era stato trasferito nella tarda mattinata del 24 dicembre dalla polizia, dopo le formalità di rito successive alla cattura in piazza Vittoria, dove alle 7,30 il pregiudicato aveva scatenato una sparatoria nel tentativo di rapinare il furgone blindato dell'Ivri, che trasportava circa 150mila euro dell'ufficio postale centrale del capoluogo. Nel tentativo di rapina era rimasto ferito in modo non grave ad una gamba una delle due guardie giurate che stavano effettuando il trasferimento del denaro, mentre Maisto lottava contro l'altro vigilante che lo aveva bloccato il bandito si allontanava con i soldi.

"Non volevo fare del male a nessuno", ha detto stamani al gip Paola Liace il pregiudicato, assistito e difeso dall'avvocato Raffaele Missere. "Il colpo è partito per caso durante la colluttazione". In effetti, sembra questa la spiegazione più plausibile dei fatti. Ma Giuseppe Maisto impugnava un fucile semiautomatico calibro 12, da caccia, ridotto alla sola struttura metallica dopo l'asportazione totale del calcio e del supporto della canna. Un'arma micidiale soprattutto a distanza ravvicinata.

Maisto sostiene anche di aver deciso di effettuare la rapina solo quando ha visto il furgone blindato fermo davanti alle Poste di piazza Vittoria. Nulla di preordinato, di programmato, ha affermato, negando quindi anche la presenza di un'altra persona, perciò del coinvolgimento di un complice. Ipotesi, però, che al contrario di quella del colpo partito accidentalmente non regge molto. Il 37enne è sì una vera e propria scheggia impazzita e un solitario delle rapine, ma a bordo della sua Alfa 156 c'era un armamentario - tra munizioni e passamontagna - che rendono poco credibile la tesi della casualità.

L'avvocato Raffaele Missere ha chiesto per Giuseppe Maisto una perizia psichiatrica legata proprio ai comportamenti del proprio cliente, che a giugno del 2010 era stato già condannato a oltre sette anni di carcere per due piccole rapine a Brindisi ma più recentemente era poi evaso dalla comunità Emmanuel dove stava effettuando insieme periodo di detenzione e percorso riabilitativo. Il gip ha rigettato la richiesta assieme a quella di perizia medica sulle condizioni di Maisto, che si ritengono già conclamate. Ma, nonostante ciò, questa volta l'indagato resterà dietro le sbarre (almeno per ora). E' troppo pericoloso, ha stabilito il gip.

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