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Auto in leasing rivendute all'estero: gli indagati negano gli addebiti

Stamani seconda tranche di interrogatori di garanzia. Davanti al gip quattro ostunesi sottoposti alla misura dei domiciliari

OSTUNI – Hanno chiarito la loro posizione quattro dei cunque indagati ristretti in regime di domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Gold Cars”, su presunto giro di auto di lusso noleggiate in leasing e rivendute illecitamente all’estero, non nell’Unione Europea. Stamattina (mercoledì 10 marzo) si sono presentati davanti al gip del tribunale di Brindisi, Tea Vedrerosa, in videoconferenza, gli ostunesi Angelo Vincenti, 48 anni, Damiano Lanzillotti, 44 anni, Antonio Andriola, 51 anni, Giuseppe Lacorte, 29 anni. L'interrogatorio del 58enne Martino Ancona, residente a Milano, è stato rinviato a domani. Si procede per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di appropriazione indebita di autovetture di grossa cilindrata e di notevole valore economico ai danni di ignare società del settore e autoriciclaggio dei proventi dei delitti. 

Angelo Vincenti, ritenuto legale rappresentante di una società fittizia, appositamente costituita per realizzare le condotte delittuose, ha negato gli addebiti. Il 48enne, difeso dall’avvocato Francesco Sabatelli, ha spiegato di non aver mai firmato deleghe per il ritiro delle auto, di non aver mai visto tali auto e di non esserci mai salito sopra. Oltre all’istanza di revoca totale della misura cautelare, il legale presenterà istanza di perizia calligrafica. L’indagato, fra l’altro, ha subito la revoca del reddito di cittadinanza. 

Damiano Lanzillotti, secondo l’accusa, si sarebbe occupato materialmente del ritiro dei veicoli dalle società noleggiatrici e della consegna degli stessi ad altri correi, provvedendo anche all’alterazione dei documenti per consentirne la vendita all’estero. Il 44enne, difeso dall’avvocato Lolita Buonfiglio, ha chiarito gli addebiti per quanto riguarda l’appropriazione indebita. Il legale sta valutando che tipo di istanza fare. 

Antonio Andriola avrebbe fatto da intermediario nelle trattative di compravendita dei veicoli nella disponibilità del sodalizio, smistando le autovetture e gestendo i rapporti economici con gli acquirenti. L’uomo, difeso dagli avvocati Gianvito Lillo e Giuliano Calabrese, ha dichiarato la sua totale estraneità ai fatti. I legali stanno valutando se impugnare la misura cautelare davanti al giudice o al Riesame. 

Ha chiarito la suaposizione anche Giuseppe Lacorte, difeso da Angelo Cerasino. Il 29enne è accusato di aver fatto prestanome per conto del capo in una società allo stesso riconducibile, stipulando i contratti di noleggio di diversi veicoli. Sarà ascoltato domani, come detto, Martino Ancora, difeso da Giuseppe Guastella. Il milanese è accusato di essersi occupato delle trattative di acquisto dei veicoli che venivano poi trasferiti all’estero. 

Lunedì scorso erano stati interrogati i quattro indagati ristretti in carcere: il 55enne Giacomo Errico, il 50enne Gennaro Cantore, il 49enne Gaetano Sasso e il 58enne Ottavio Moro, tutti residenti a Ostuni. L’indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile di Brindisi e dai poliziotti del commissariato di Ostuni, sotto il coordinamento del pm del tribunale di Brindisi, Pierpaolo Montinaro. 

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