Operazione Bronx: primi interrogatori, gli indagati davanti al gip

Inchiesta su droga, tentativi di estorsione, armi e corruzione: la maggior parte delle persone detenute in carcere si avvale della facoltà di non rispondere

BRINDISI – Prima tranche di interrogatori di garanzia nei confronti delle persone arrestate nell’ambito dell’operazione Bronx, inchiesta condotta dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, sotto la direzione del pm Pierpaolo Montinaro, su una serie di episodi di spaccio di droga, su tre tentate estorsioni, su un episodio di corruzione contestato a un appuntato dei carabinieri e su reati in materia di armi, fra i Comuni di Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e Brindisi.

Stamani (lunedì 3 febbraio), presso la casa circondariale di Lecce, si sono presentati davanti al gip del tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, le 14 persone sottoposte a custodia cautelare in carcere. 

Armando Caccetta, 37 anni, di Carovigno, difeso dall’avvocato Vincenzo Lanzillotti, si è avvalso della facoltà di non rispondere riguardo ai reati in materia di droga, mentre ha chiarito la sua posizione riguardo al presunto tentativo di estorsione nei confronti di Jacopo Russo, la cui denuncia ha fatto partire l’inchiesta. 

Caccetta, in particolare, ha sostenuto la legittimità del credito vantato nei confronti della vittima. Si tratterebbe, stando alla versione dell’indagato, di una rata da 500 euro della tassa sui rifiuti riferita alla gestione di una vecchia attività commerciale che Caccetta ha condotto fino al 2006-07 e nella cui gestione è successivamente subentrato Russo. Secondo la difesa, dunque, non vi sarebbe stato alcun tentativo di estorsione. 

L’avvocato Lanzillotti difende anche Cosimo Saponaro, 30 anni, di Carovigno, Angelo Saponaro, 31 anni, di Carovigno, Francesco Leo, 49 anni, di Carovigno, e il cittadino albanese, domiciliato a Carovigno, Shahini Korado, 25 anni. I primi tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il quarto, sottoposto originariamente alla misura dei domiciliari, ma raggiunto successivamente da un provvedimento di aggravamento della misura restrittiva, verrà interrogato domani. 

Si è avvalso della facoltà di non rispondere anche il brindisino Christiann Ferri, 32 anni, difeso dall’avvocato Mauro Durante, in attesa di conoscere il contenuto di tutti gli atti di indagine. Ferri risponde di un singolo episodio di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il legale, a breve, depositerà una richiesta di riesame. 

Francesco Turrisi, 44 anni, di San Vito dei Normanni, difeso dagli avvocati Cinzia Cavallo e Andrea D’Agostino, si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha rilasciato dichiarazioni spontanee in cui ha sostenuto la sue estraneità sia riguardo al reato di corruzione, in cui è coinvolto insieme a un carabiniere che avrebbe rivelato informazioni sull’inchiesta, che in riferimento a un episodio di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. 

Dichiarazioni spontanee sono state rese anche da Vincenzo Monna, 36 anni, di Carovigno, che ha sostenuto la propria estraneità rispetto a un episodio di spaccio che gli viene contestato sulla base di una intercettazione telefonica in cui altre persone, secondo gli inquirenti, lo avrebbero tirato in ballo. Il legale di Monna, Giovanni Francioso, ha già presentato istanza al gip. 

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