Cronaca Via Vienna

Raptus di follia al Paradiso, il giovane si scusa: "Non volevo far male a nessuno"

"Non volevo fare del male a nessuno, chiedo scusa". Ha manifestato profondo pentimento il giovane brindisino che mercoledì scorso (27 gennaio) ha dato in escandescenze nella villetta di famiglia al rione Paradiso

BRINDISI – “Non volevo fare del male a nessuno, chiedo scusa”. Ha manifestato profondo pentimento il giovane brindisino che mercoledì scorso (27 gennaio) ha dato in escandescenze nella villetta di famiglia al rione Paradiso, minacciando i famigliari con un coltello e sparando con una carabina ad aria compressa contro i poliziotti intervenuti sul posto, uno dei quali ha riportato delle ferite nel tentativo di disarmarlo. 

Il 25enne F.A., difeso dall’avvocato Gianvito Lillo, è stato ascoltato stamani dal gip del tribunale di Brindisi Paola Liaci, nell’ambito dell’interrogatorio di convalida dell’arresto. Il pm Jolanda Chimenti ha chiesto la conferma della misura cautelare in carcere. Il giudice si è riservato di decidere nelle prossime ore.  Provato dall’accaduto, F.A. ha detto che quello che è successo è legato al trauma psicologico subito lo scorso 24 ottobre per le vie di Roma, dove rimase coinvolto in un terribile incidente in cui perse la vita un amico dei San Vito dei Normanni, il 24enne Giampaolo Semeraro, che insieme a lui si trovava in sella a una moto. 

Nel corso dell’interrogatorio è stata ripercorsa la convulsa mattinata di mercoledì. Erano circa le 11 quando alcuni residenti, allarmati delle urla provenienti dall’abitazione della famiglia A. in via Vienna, hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. F.A. stava brandendo un coltello nei confronti dei genitori, in presenza anche di un paio di operai di una ditta che stavano effettuando dei lavori in casa. Sul posto si è subito recata una pattuglia di agenti della Sezione volanti. Questi, resisi conto della gravità della situazione, hanno chiesto ausilio anche ai carabinieri. Alla vista degli uomini in divisa, il 25enne ha azionato il grilletto della carabina ad aria compressa. Poi si è dato alla fuga verso un terreno situato fra il complesso di villette e la concessionaria Peugeot, inseguito da poliziotti e carabinieri con giubbini antiproiettile. 

Il sovrintendente De Benedittis ha scorto il ragazzo dietro a un cespuglio, gli si è avvicinato e mentre F.A. gli urlava di sparargli addosso è riuscito a disarmarlo, rimediando lesioni da taglio e lussazione della spalla e gomito, con prognosi di 20 giorni. Una volta immobilizzato, F.A. è stato consegnato ai paramedici del 118, che a bordo di un’ambulanza scortata dalla polizia lo hanno condotto verso il Pronto soccorso dell’ospedale Perrino. Da lì successivamente è stato trasferito presso la casa circondariale in via Appia, con l’accusa resistenza a pubblico ufficiale, lesioni a pubblico ufficiale, detenzione e porto di arma bianca di genere proibito, porto abusivo di arma comune da sparo. 

La decisione del gip - Il giudice delle indagini preliminari Paola Liaci ha accolto l'istanza dell'avvocato difensore Gianvito Lillo, ed ha concesso a F.A. gli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Articolo aggiornato alle ore 17,20

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Raptus di follia al Paradiso, il giovane si scusa: "Non volevo far male a nessuno"

BrindisiReport è in caricamento