Disinnesco ordigno, D'Attis: "A Bolzano e Torino interventi più brevi e ridotti"

Il parlamentare brindisino scrive al prefetto chiedendo chiarimenti sulla differenza fra ciò che avverrà a Brindisi il 15 dicembre e ciò che è avvenuto in casi analoghi nei due capoluoghi del Nord

BRINDISI – A Brindisi un mese e mezzo per organizzare l’evacuazione di 53.669 persone. A Bolzano e Torino, interventi più celeri e ridotti nelle dimensioni (10mila cittadini evacuati a Torino, oltre 4mila persone evacuate a Bolzano). Perché questa differenza fra ciò che accadrà a Brindisi il prossimo 15 dicembre e le misure di sicurezza adottate a Torino domenica scorsa (2 dicembre) e a Bolzano lo scorso 20 ottobre, nonostante in tutti e tre i casi si abbia avuto a che fare con bombe da 500 libre della seconda guerra mondiale, contenenti quantitativi di tritolo che vanno da 40 chili (Brindisi) a 150 chili (Bolzano)?

Questa la domanda che il parlamentare brindisino Mauro D’Attis (Forza Italia) ha posto al prefetto di Brindisi, Umberto Guidato. Il deputato ha scritto una lettera “per chiedere che i cittadini di Brindisi vengano informati immediatamente su tutti i particolari del piano di evacuazione e che, allo stesso tempo, ricevano spiegazioni convincenti in riferimento alla differenza tra ciò che avverrà a Brindisi il prossimo 15 dicembre e ciò che, invece, è avvenuto recentemente in casi analoghi, a cominciare da Bolzano e Torino, dove i tempi impiegati per l’intervento sono stati di gran lunga più brevi ed hanno richiesto una evacuazione sensibilmente più ridotta (limitata alla sola zona rossa)”. 

A Torino evacuati in 10mila, il  prossimo 15 dicembre toccherà ai brindisini

“L’intento – scrive l’on. D’Attis – è quello di cancellare l’ombra riferita al fatto che altrove si è agito diversamente e con l’obiettivo di ridurre al minimo i disagi per la popolazione ed i danni per le attività commerciali”.

La lettera al prefetto

Le scrivo la presente in riferimento alla complessa vicenda delle operazioni di disinnesco dell’ordigno rinvenuto a Brindisi lo scorso 2 novembre. Apprezzo il lavoro svolto sino ad oggi, anche in considerazione delle complessità relative all’attuazione di un così vasto piano di evacuazione. E’ pur vero, in ogni caso, che le legittime perplessità manifestate in più circostanze dai cittadini di Brindisi (attraverso gli organi di informazione) vanno ascoltate e meritano risposte circostanziate. 

Il primo dato si riferisce ad una informazione dettagliata e puntuale in merito ai particolari del piano di evacuazione per la giornata del 15 dicembre. Ma è necessario chiarire ai brindisini anche la differenza tra ciò che avverrà a Brindisi e ciò che, invece, è avvenuto in altre circostanze (vedi ordigni disinnescati di recente a Bolzano ed a Torino) dove i tempi impiegati per l’intervento sono stati di gran lunga più brevi ed hanno richiesto una evacuazione sensibilmente più ridotta (limitata alla sola zona rossa). 

Le scelte effettuate, insomma, è necessario – a poco più di dieci giorni dall’evento -che vengano chiarite e giustificate, con il chiaro intento di cancellare l’ombra riferita al fatto che altrove si è agito diversamente e con l’obiettivo di ridurre al minimo i disagi per la popolazione ed i danni per le attività commerciali. 

Comprenderà che per avere queste risposte, da parlamentare della Repubblica, avrei potuto interrogare i Ministri interessati, ma ho preferito scriverLe questa nota perché confido nella spiccata responsabilità istituzionale che La contraddistingue.  In attesa di un cortese cenno di riscontro, colgo l’occasione per salutarLa cordialmente.

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