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Cronaca

Intervento/ Cartelle pazze, la solita storia

Ci risiamo. Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa. In questi giorni la società incaricata della riscossione dei tributi Abaco ha fatto recapitare ad un contribuente rate Tares riferite alla vecchia e alla nuova abitazione.

Ci risiamo. Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa. In questi giorni la società incaricata della riscossione dei tributi Abaco ha fatto recapitare ad un contribuente brindisino, che aveva trasferito da anni la propria residenza in altra parte della città, la richiesta di pagamento delle rate Tares riferite alla vecchia e alla nuova abitazione.

Lo stesso trattamento anomalo è stato riservato ad un'altra contribuente, che aveva abbandonato i locali commerciali da molti mesi, fatto regolarmente comunicato per tempo all'amministrazione comunale ed alla società interessata. Il primo cittadino interessato dall'errore in cartella, per rimediare a questa ingiustizia, è stato costretto a recarsi presso gli uffici dell'Abaco per farsi annullare l'avviso di pagamento illegittimo, in quanto paga regolarmente la tassa sui rifiuti nell'appartamento dove abita.

E' evidente che questa vicenda ha comportato un ragguardevole dispendio di tempo, di energie fisiche, di nervosismo e di spese di trasporto assolutamente prive di giustificazione. Ma come lui, molti altri cittadini, ai quali erano stati recapitati avvisi di pagamento altrettanto infondati, avevano affollato nella circostanza gli uffici del concessionario, che ha pensato di fronteggiare le esigenze del gran numero di cittadini presenti, disponendo l'apertura di due soli sportelli, su i tanti esistenti.

A prima vista sembrano ripetersi le tante situazioni degli anni scorsi (dicembre 2003 e 2008, ma anche successivamente), quando i concessionari, senza effettuare i necessari approfonditi controlli, che sarebbe sempre necessario eseguire preventivamente per il rispetto dovuto ai cittadini, per far cassa, notificarono migliaia di cartelle pazze , con grave pregiudizio dei diritti dei cittadini, che dovettero peregrinare per gli uffici del concessionario e del Comune, con grave disagio per tutti, specialmente per le persone anziane.

In quelle circostanze, furono moltissimi quelli che, dopo essersi recati più volte presso quelli uffici, riuscirono a dimostrare l'infondatezza della pretesa, subendo comunque un danno ingiusto, senza ristoro alcuno per il tempo perso, anche lavorativo, e lo stress legato alla ressa ed alla confusione di quei giorni. Molti altri, forse le persone più deboli, più fragili, preferirono pagare piuttosto che sottoporsi a quel supplizio.

Credo che in questa occasione il sindaco, al fine di evitare il ripetersi di vessazioni, che minano la fiducia dei cittadini verso l'amministrazione comunale, debba intervenire per controllare e far sospendere l'eventuale emissione di ulteriori e generalizzati avvisi di pagamento, subordinandoli ad una puntuale ed attenta verifica dei dati dei contribuente attraverso le diverse banche dati a disposizione del Comune.

Nel contempo sarebbe opportuno prevedere, in via forfettaria, una adeguata somma a carico del concessionario, sotto forma di indennizzo o sconto sulle future imposte, a ristoro del danno ingiusto subito dai contribuenti per ogni avviso di pagamento illegittimo.

 

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