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Stefano Alparone ed Elena Giglio

Stefano Alparone ed Elena Giglio

Ripiano perdita Multiservizi: "La nota del portavoce mistifica la realtà"

Movimento cinque stelle: "Quanto avvenuto ieri non è nulla di più della normale amministrazione contabile ovvero l'aggiornamento del presunto avanzo di amministrazione al 31 dicembre 2016"

Anche i consiglieri comunali Stefano Alparone ed Elena Giglio (Movimento 5 stelle) attaccano il portavoce della sindaca dimissionaria per aver dato una notizia a loro avviso non veritiera riguardo al presunto disavanzo destinato alla Brindisi Multiservizi, attraverso una nota diramata nella giornata di ieri. 

Riportiamo di seguito la nota dei consiglieri pentastellati.

Sono anni che la questione Multiservizi è (o dovrebbe essere) al centro dell’agenda politica di chi amministra la città. Purtroppo negli anni, la politica si è occupata della Bms non per assicurarne il corretto funzionamento, in primis quello amministrativo, ma più semplicemente, come troppo spesso accade in tutta Italia quando si parla di partecipate, come strumento funzionale alla politica.

Non si spiegherebbero altrimenti il susseguirsi di bilanci in profondo rosso e i puntuali rilievi mossi dalla Corte dei Conti la quale in maniera chiara ha segnalato tutte le enormi criticità presenti nella gestione della Multiservizi. Solo per citare due macro esempi.

Premessa questa utile per tentare di fare un minimo di chiarezza, doverosa nei confronti della cittadinanza che di fatto, attraverso il Comune, è il socio unico della partecipata, nonché verso i lavoratori ai quali, a nostro avviso, è dovuta, almeno una volta, assoluta chiarezza su quanto sta accadendo e su quelle che sono le reali attuali prospettive.

Nell’ultimo periodo, la oramai ex maggioranza e la Sindaca (dimissionaria) di cui è espressione, stanno, in maniera eccessiva, condendo alcuni semplici atti d’indirizzo, al momento totalmente privi di garanzie sull’eventuale salvataggio della Multiservizi, spacciandoli quasi come una svolta epocale di cui rivendicano il merito.

Ci pare opportuno ricordare che il riordino delle partecipate e la loro razionalizzazione sono obbligo di legge e che di straordinario, al momento, non sia stato fatto nulla anzi.

Cosa è stato fatto di così straordinario in questi sette mesi? Certo è stato finalmente approvato il Bilancio 2014, con una perdita superiore al milione e trecentomila euro, ma questo è un atto imprescindibile se si vuole avere un quadro finanziario più attendibile. Quindi francamente troviamo eccessiva la sottolineatura, come medaglia al merito, che il portavoce della sindaca (dimissionaria) ha voluto sottolineare in una nota in cui ieri, urbi et orbi, annunciava l’approvazione di una Delibera di Giunta che di fatto non impegna nulla a favore di nessuno, ma che è stata divulgata strumentalmente ad arte, seminando qua e la termini come “presunta”, “eventuale” e ricordando bene quanti passaggi, per nulla scontati, ancora si devono incastrare. Ma si sa la propaganda è l’anima della politica.

Quanto avvenuto ieri non è nulla di più della normale amministrazione contabile ovvero l’aggiornamento del presunto avanzo di amministrazione al 31 dicembre 2016, atto propedeutico alla definizione del bilancio previsionale 2017. Concetto avvalorato non solo dal fatto (Legge) che al momento non si potrebbe destinare neanche uno spillo alla Multiservizi, ma anche dal fatto (Legge) che l’attuale Giunta priva della Sindaca (dimissionaria) è titolata solo ed esclusivamente a produrre atti di ordinaria amministrazione.

E allora, ben venga il Consiglio comunale del 6 febbraio, nel quale potremo spiegare con chiarezza che l’atto che andremo a votare non è nulla di più che un mandato di ricognizione per capire se sia possibile attuare la fusione tra le partecipate e soprattutto se sia possibile realizzare un piano industriale sostenibile per il recupero delle perdite, cosa per nulla scontata.

La serietà con cui si sta tentando (forse) di trovare una soluzione alla questione Multiservizi, è racchiusa, a nostro avviso, nel metodo prima e nella scelta poi, dell’attuale Amministratore della partecipata che, non solo palesemente non possiede i requisiti minimi in termini di competenze ed esperienza per occupare il posto che occupa (sorvolando sulla questione compilazione curriculum) ma che è stato già bocciato dai Sindacati che hanno dichiarato come sia chiaro che non abbia idea di cosa parli. Poche idee e molto confuse. Ma si sa le partecipate, in primo luogo, servono da “poltronificio politico”.


 

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