menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Aborto: "Anche in Puglia si indicano concorsi per medici non obiettori"

Legge 194, il segretario generale della Cgil Brindisi: "La Asl Br renda fruibile il diritto a praticare l'interruzione di gravidanza"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Antonio Macchia, segretario generale della Cgil Brindisi, sull’applicazione della legge 194, alla luce del concorso indetto di recente dalla Regione Lazio per soli medici che contrattualmente si dichiarano non obiettori di coscienza. 

Da diverso tempo la Asl Br è costretta a barcamenarsi fra la corretta applicazione della Legge 194 e il diritto dei medici obiettori di esercitare il loro diritto a non praticare l’interruzione volontaria di gravidanza. Ultimamente la Asl Br aveva raggiunto un difficile punto di mediazione fra i contrapposti interessi ed aveva previsto le sedute di esecuzione alla L.194 solo su Francavilla Fontana e per una volta a settimana.

Ovviamente questa decisione non soddisfa l’intera platea degli utenti, talvolta costretti a migrazioni e/o a ricorrere soprattutto a strutture private pur di esercitare un diritto sancito per legge, perché come tutti sappiamo l’aborto è praticabile entro termini molto ristretti che non corrispondono alle lunghe liste di attesa generate dalla carenza di personale disposto ad applicare la  L.194.

Ferma restando l’obiezione di coscienza che si invoca in virtù di convincimenti politici o religiosi, ciò che non deve più avvenire è la Antonio Macchiaviolazione dei diritti previsti per legge quale quello del diritto ad ottenere dal Servizio Sanitario Nazionale un decoroso soccorso, medico, psicologico e logistico.

La Regione Lazio a tal proposito con un concorso fortemente provocatorio ha dimostrato grande apertura mentale, ma soprattutto elasticità nella scelta di accorrere in aiuto a quei cittadini che, pur avendo il diritto di esercitare l’aborto non possono praticarlo perché le strutture sanitarie pubbliche non sono adeguate a raccogliere tutta l’utenza.

Così facendo la Regione Lazio ha assunto due medici che si sono contrattualmente proclamati non obiettori, evitando in questo caso la solita discriminazione a contrario. Perché è proprio questo quello che ormai succede.

La stragrande maggioranza dei ginecologi (circa il 70% tratto da stime nazionali) si proclama obiettore di coscienza, andando a discriminare tutti quei cittadini che avrebbero bisogno della applicazione della L.194 A questo punto quello che si invoca è un’attenzione particolare verso tale coraggiosa iniziativa della Regione Lazio, affinché la Puglia ed in questo caso la Asl Br, già pioniera in tante altre iniziative a carattere sociale e politico, voglia rendere effettivamente fruibile il diritto a praticare l’interruzione di gravidanza senza ostacoli dovuti all’altrui convincimento politico. 

In definita, lo snodo da cui partire per far rispettare la L 194, ovvero la libertà delle donne di poter effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza, può essere quello di indire concorsi, sia per i medici che per il comparto (ostetriche e infermieri), riservati a personale non obiettore di coscienza.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Lutto per l'arcivescovo Satriano, è deceduta la mamma Giovanna

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento