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“Multiservizi, perdita e ripiano: una follia politico-amministrativa”

Franco Leoci: "La confusione sembra avere l'unico scopo di creare illusioni nel mantenimento dei posti di lavoro seguendo percorsi sbagliati"

L’impazzimento politico che ha irreparabilmente colpito gli uomini di maggioranza facenti parte dell’istituzione comunale ha superato ogni ragionevole limite, ancorché tale stato confusionale sembra avere contaminato qualche consigliere di minoranza, probabilmente affetto dal terrore relativo alla gravità della situazione in cui versa la società partecipata “Brindisi Multiservizi”.    

Sciopero Multiservizi-2

In questo contesto, ben può considerarsi follia politico-amministrativa la ipotesi di convocare “ad horas” il consiglio comunale per discutere ed approvare la ratifica del ripiano della rilevante perdita di esercizio anno 2014 della partecipata BSM, nonché la ratifica della delibera di giunta, adottata  prima delle revoche assessorili operate dalla sindaca. Ed ancora, la delibera  relativa alla fusione per incorporazione fra le due società partecipate Brindisi Multiservizi ed Energeko per poi ritornare in Consiglio in data successiva per discutere della sfiducia alla sindaca già attestata agli atti del Comune da 17 consiglieri che costituiscono la maggioranza dell’Assise comunale.

Ed è  proprio questa delibera giuntale della fusione per incorporazione fra le due società, che ho motivo di ritenere  illegittima e che dovrebbe essere illustrata in Consiglio dalla nuova vice sindaca che è pure responsabile del bilancio bisognerà porre la dovuta attenzione: se non fossero fatti seri e se non si trattasse di problemi riguardanti numerosi lavoratori verrebbe da ridere.

Ma come è possibile trattare prima una delibera di simile portata per poi sottoporla alla decisione dell’organo assembleare già dimesso?  Ecco dove si appalesa la confusione che sembra avere l’unico scopo di creare illusioni nel mantenimento dei posti di lavoro seguendo percorsi sbagliati: ma gli organi burocratici dell’Ente con in testa il segretario generale, il Collegio dei Revisori, il Servizio  contabile comunale, hanno rilasciato gli attestati dovuti di regolarità dell’atto da sottoporre al Consiglio a dimostrazione della concreta volontà alla risoluzione del problema in parola?

Ed infine, ma non per importanza, si è dotato il Comune, come previsto dalla norma per casi  di fusione per incorporazione,  di una  “due diligence” volta alla verifica di natura patrimoniale, finanziaria , economica gestionale e strategica della società partecipata incorporante finalizzata in breve a determinare le condizioni di fattibilità dell’operazione programmata? Non è seguendo l’odioso sistema del “mordi e fuggi” o della ricerca di velleitarie azioni in favore dei lavoratori o con le idiozie di rappresentazioni di disegni di ragioneria applicata che potranno  essere risolte  le problematiche delle  società partecipate dal Comune di Brindisi.

 E’ certamente odioso l’assioma “io lo avevo detto”, ma la verità vera è che i buoi cercano di fuggire dalle stalle immaginando l’assenza dei vigilanti: così non è da poiché la posta in gioco è alta e non può essere accollata ai cittadini.

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