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Paride Margheriti

Paride Margheriti

"Grave l'assenza del Comune di Brindisi nel processo The Beginners"

Paride Margheriti: "Attraverso la costituzione come parte civile l’Istituzione comune esprime la propria vicinanza alle vittime, la propria condanna verso ogni forma di atteggiamento mafioso al fine di riscattare almeno moralmente un territorio"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Paride Margheriti, coordinatore delle associazioni antiracket-antimafia, riguardo la mancata costituzione di parte civile del Comune di Brindisi nel processo contro la Scu scaturito dal blitz “The Beginners”. 

La non costituzione come parte civile di un comune, in un processo di mafia ai danni di operatori economici presenti nella propria città è quello che mai si vorrebbe leggere sulle pagine di un giornale.

Mi riferisco, all’assenza del comune di Brindisi nel processo  ottenuto dalla Direzione Distrettuale Antimafia su un presunto gruppo di stampo mafioso operante anche nel capoluogo, nel settore delle estorsioni ai danni dei giostrai presenti in città durante la festa in onore di San Lorenzo e San Teodoro.  

Il comune di Brindisi è addirittura considerato come “leso” dai pm, “nella persona del sindaco pro-tempore” dopo gli arresti del 23 febbraio 2016, sotto la voce The Beginners sui volti nuovi del sodalizio scoperti dalla Squadra Mobile.“

Il fatto è grave perché  attraverso la costituzione come parte civile l’Istituzione comune esprime la propria vicinanza alle vittime, la propria condanna verso ogni forma di atteggiamento mafioso al fine di riscattare almeno moralmente un territorio che per troppo tempo ha subito la prepotenza mafiosa.

Tutto questo ha un  valore maggiore se si considera il fatto che  le denunce per reati come l’estorsione o l’usura, reati ormai quasi sempre accompagnati dal metodo mafioso, sono pari quasi a zero e la maggior parte dei risultati ottenuti sono frutto di azioni investigative da parte degli inquirenti, che rimarranno fine a se stesse se non supportate da un movimento culturale e di pensiero che dia a questi risultati una continuità nella società.

Noi  quotidianamente esortiamo alla denuncia e lo facciamo mettendoci la faccia, in un contesto in cui è difficilissimo farlo per tante motivazioni ma anche per il modus operandi della Scu, che prova a rendersi “invisibile” , con noi e prima di noi ci devono essere le istituzioni politiche al fine di incutere fiducia alle tantissime vittime che oggi hanno paura di denunciare e di rimanere da soli, cosi come nello stesso processo hanno fatto i comuni di Mesagne e di Torre Santa Susanna. 

La forza delle mafie è proprio fuori dalle mafie, da qui l’importanza che errori  del genere non si ripetano in futuro, si ha necessità di una cordata tra Istituzioni e associazionismo al fine di supportare l’operato delle forze dell’ordine e magistrature, nei confronti della quale il cittadino ponga la propria fiducia.

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