Cronaca

Intervento/ Il piano della sosta e la dura vita dei "forzati" del centro storico

I "forzati" del centro storico subiscono da anni i dubbi e le forti contraddizioni su come interpretare il centro storico e mentre la fase di studio degli amministratori e dei tecnici non si esaurisce mai, le principali stradine diventano simili a superstrade di penetrazione da e per lo stesso centro urbano. Scaricano volumi ingenti di gas in stradine

BRINDISI - I “forzati” del centro storico subiscono da anni i  dubbi e le forti contraddizioni su come interpretare il centro storico e mentre la fase  di studio degli amministratori e dei tecnici non si esaurisce mai, le principali stradine diventano simili a superstrade di penetrazione da e per lo stesso centro urbano. Scaricano volumi ingenti di gas in stradine che a stento riescono a contenere il volume di traffico di auto di grossa cilindrata e mezzi di trasporto merci che inevitabilmente si incastrano in strettoie costruite nel secolo scorso per essere destinate solo a pedoni, a biciclette ed a percorsi per cavalli con traino.

Nelle città più civili d’Italia e d’Europa i centri storici ed i suoi residenti vengono tutelati e considerati nel rispetto delle tradizioni e delle radici di ogni agglomerato urbano centrale, dotando i domiciliati di un pass e delimitando la zona a traffico limitato (ZTL), opportunamente controllata da telecamere. E’ qui, nel centro storico, che la città di Brindisi è stata attraversata dal passato e dalla civiltà ed è qui, proprio nel  suo cuore, che viene impunemente violentata giorno  e notte da totale inciviltà. Sono così diventate strade di grande traffico di incondizionata penetrazione e senza alcun limite, stradine come via Lata, via Amena, via Filomeno Consiglio, via Santi, via Ferrante Fornari, via Carmine, via Santa Barbara, via Tarantini, via San Benedetto, via Duomo, via Montenegro, via Santa Teresa, itinerari tutti segnati dalla storia non solo della città, in cui molto spesso si trovano parcheggiate auto sui marciapiedi che rendono complicato anche il semplice passaggio dei pedoni.

I “forzati” del centro storico della ZTI (zona a traffico illimitato!) pagano un prezzo altissimo al continuo maltrattamento compiuto in loro danno per l’intero anno. Non c è periodo in cui si possa tornare a casa senza il dubbio di non poter trovare un posto per parcheggiare o di scoprire la porta della propria casa bloccata dalle auto in sosta sui marciapiedi. Il centro è  letteralmente circondato da decine di bar, pub, ristoranti,  tavole calde concentrati in pochissimi spazi con licenze concesse senza alcun regola e comunque senza alcuna logica, in stradine e piazzette già strette in spazi ridottissimi, ed in cui i frequentatori devono pur parcheggiare in qualche modo.

E le chiese? In poche centinaia di metri sono concentrate le principali chiese della città, dalla Cattedrale a San Benedetto, San Paolo, Degli Angeli, Santa Teresa, Santa Lucia dove le preghiere dei fedeli non bastano di certo per favorire il miracolo di un parcheggio disponibile, tutte situate a pochi metri dai palazzi del Comune e della Provincia.

Poi si passa all’accerchiamento vero e proprio dei “forzati” del centro, con le manifestazioni che si concentrano nel periodo fra fine primavera ed inizio  estate e che si svolgono sul lungomare (regata Brindisi- Corfù, Negramaro Wine festival, mondiale di motonautica, concerti per grande pubblico ecc.), un vero e proprio orgoglio per tutti i brindisini, è vero, ma che si trasformano in un autentico incubo per chi vive in città, in attesa di essere soffocati dalle auto in sosta e da quelle che girano sconsideratamente per ore, pur sapendo che non hanno alcuna possibilità di trovare un posto dove parcheggiare, e che dovrebbero essere opportunamente fermate ed obbligate a rientrare prima di accedere nel centro storico già intasato.

Semplici considerazioni che non sono state tenute in debito conto da chi probabilmente non conosce i veri problemi del centro storico e dei suoi residenti che attualmente hanno diritto ad un pass per la sosta per famiglia, pagando un contributo sia pure modesto, ma per non trovare mai un posto dove parcheggiare. Il “Piano della sosta” con l’eliminazione dei pass ai residenti? Ma che soluzione è? Sarebbe certamente più opportuno aumentare il ticket orario in modo tale da scoraggiare l’invasione del centro storico dei non residenti, ed allo stesso tempo sollecitare l’utilizzo dei mezzi pubblici, se non proprio una passeggiata dai rioni più immediatamente a ridosso del centro. Tanto in attesa di costruire nuovi parcheggi utilizzando gran parte dei progetti già da anni in …sosta e a disposizione del Comune.

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