Cronaca

Intervento/ Le amministrazioni locali non trascurino gli ordini professionali

L'Ordine degli Architetti PPC della provincia di Brindisi è parte attiva e propositiva all'interno del dibattito connesso alle problematiche delle nostre città. Riteniamo di avere svolto questo ruolo autonomamente, attraverso il nostro pensiero, con documenti ed articoli, prese di posizione e, quando era necessario, anche con critiche.

 Si riporta di seguito una nota dell'Ordine degli architetti di Brindisi sui rapporti fra gli enti locali e gli ordini professionali. 

L’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Brindisi è parte attiva e propositiva all’interno del dibattito connesso alle problematiche delle nostre città. Riteniamo di avere svolto questo ruolo autonomamente, attraverso il nostro pensiero, con documenti ed articoli, prese di posizione e, quando era necessario, anche con critiche. 

Non certo per spirito di contestazione, che non ci appartiene, ma per cogliere e restituire in pieno il concetto, fondamentale, ad esempio, nella nuova legislazione urbanistica pugliese, della partecipazione, della sussidiarietà e della copianificazione, quale strumento prezioso per concorrere, con la condivisione del quadro conoscitivo e dei processi progettuali, alle migliori soluzioni per la tutela e la valorizzazione dei nostri territori. 
Pur non dovuto per compiti istituzionali, non abbiamo mai fatto mancare il nostro apporto attraverso i contributi fattivi, ad esempio per il comune capoluogo, con riferimento alle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore Generale o alle cd. aree contermini, o attraverso la procedura delle osservazioni a strumenti attuativi (quale il PCC) o la proposizione di bandi per concorsi di idee per il Lungomare o per l’ex Capannone Montecatini. 

Consapevoli che un ruolo critico può essere svolto se si è, innanzi tutto, capaci di offrire proposte ed idee, per concorrere ad elevare il livello delle discussioni, che rischierebbe di restare fermo al palo di quello asfittico dei personalismi e degli interessi di parte, in situazioni di acclarata straordinarietà, abbiamo fornito, con consapevolezza, apporti pure se connessi all’esercizio della professione e non a quello del solo contributo dialettico. 

Brindisi, in particolare, ha bisogno di una strategia e di una programmazione che guardino al futuro valorizzando le molteplici opportunità che vengono dalle sue infrastrutture, dal suo vasto patrimonio storico-architettonico ed ambientale, dalle sue risorse identitarie, dalle sue eccellenze in campo produttivo, tecnologico e professionale, tutte componenti fondanti per un effettivo ed integrato nuovo duraturo modello di sviluppo. 

Coerentemente con i principi affermati, esprimiamo forti preoccupazioni per la situazione che sta caratterizzando l’iter del Piano Urbanistico Generale di Brindisi (in verità purtroppo tipica di quasi tutti i Comuni della nostra provincia) e per le notizie che ci provengono dagli organi di stampa e di informazione locali. Brindisi, come tutte le città della nostra provincia, ha bisogno in tempi brevi di un adeguato strumento urbanistico, contro il rischio di interventi non coordinati e, spesso, contrastanti rispetto alle molteplici valenze del territorio, affidati alla logica delle varianti e delle deroghe. 

Cogliendo l’innovazione della legislazione urbanistica pugliese, facendo propri i principi chiave del nuovo sistema delle “buone pratiche” della pianificazione urbanistica, contenuti del Documento Regionale di Assetto Generale, un Piano Urbanistico Generale, profondamente diverso dal vecchio Piano Regolatore Generale, deve dare concreta attuazione a obiettivi di:  “tutela dei valori ambientali, storici e culturali espressi dal territorio, nonchè sua riqualificazione, nell’ambito di uno sviluppo sostenibile, legato a quei valori”; “efficienza dell'azione amministrativa attraverso la semplificazione dei procedimenti e trasparenza delle scelte con la più ampia partecipazione  sociale”; “’elevamento della qualità ambientale e ecologica”; “finalizzazione delle infrastrutture di mobilità, comunicazione e logistica alla valorizzazione dei sistemi territoriali locali e dei loro paesaggi”; “sviluppo di un turismo sostenibile fondato sulla valorizzazione delle peculiarità socioeconomiche locali, riqualificando e valorizzando i paesaggi costieri”;”interventi sulla città consolidata finalizzati alla conservazione e al recupero ed interventi sulla città non consolidata o marginale finalizzati alla riqualificazione ed alla rigenerazione”. 

Un piano caratterizzato, con nettezza, dal contenimento sostanziale del consumo di suolo, preferendo le localizzazioni dei nuovi interventi in aree già urbanizzate ed evitando l’occupazione o la pressione di suoli ad alto valore agricolo e naturalistico. Un piano che guardi ad uno sviluppo armonico dei tessuti urbani e delle attività produttive, compatibile con l’integrità fisica e con la identità storico-culturale del territorio. 

Avvertiamo che anche quella attuale si manifesta quale situazione di assoluta straordinarietà, in cui gli ordini professionali e di categoria e le forze imprenditoriali non possono far mancare la loro ferma ed autorevole voce. Una situazione che vede, puntualmente, riaperto il confronto sul porto e sul più complessivo sistema infrastrutturale, risorse fondamentali per un rilancio economico, se svincolate dalla logica delle improvvisazioni, dei particolarismi e delle beghe personali ed attuato con urgenza e con una visione di insieme e di larga ed anticipata programmazione (pensiamo solo alle navi da crociera). 

Anche per il nostro territorio, nonostante le ricchezze e le risorse possibili, valgono purtroppo i dati diffusi dallo Svimez su occupazione ed investimenti e restano le amare riflessioni rispetto al perdurare di una esclusione da finanziamenti e programmi operativi interregionali, quale quello sugli “Attrattori culturali, naturali e turismo”, che ha, invece, beneficiato molte aree della nostra regione. 

Per questo offriamo la nostra collaborazione, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ognuno, senza sovrapposizioni di sorta, guardando ad un governo del territorio che si costruisce negli studi professionali, nelle sedi istituzionali, nelle assemblee pubbliche, non in quelle giudiziarie. 

Su temi specifici, poi, così come è avvenuto per il Comune di Francavilla Fontana, coinvolgendo tutta la rete delle professioni tecniche, proponiamo il varo di appositi protocolli di intesa, che, ad esempio, possano interessare i temi della semplificazione nelle procedure, il settore degli affidamenti degli incarichi pubblici, con il massimo coinvolgimento dei professionisti, o il varo di concorsi di idee (pensiamo alla area dell’ex Parco della Rimenbranza di Brindisi, ad esempio, oltre che a quelli già proposti per altre aree, a partire da alcune, nodali, sul porto) che, per il solo fatto di essere rivolti ad architetti ed ingegneri, dovrebbero essere preventivamente, comunque, concordati con gli Ordini. 

Anche per approfondire i temi trattati, proseguiremo i nostri incontri con chi riveste ruoli di responsabilità con riferimento ai settori interessati, a partire dall’Assessore all’Urbanistica , anche per definire tempi e contenuti di un rapporto di collaborazione, in vista di momenti di più ampia partecipazione pubblica. 

Dal prossimo mese di settembre analoghe iniziative vareremo con le altre amministrazioni comunali della nostra provincia, a partire da quelle votate nello scorso mese di maggio.

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