Cronaca

Intervento/ Rischio danno erariale per le premialità al Comune di Brindisi

A Brindisi, si sa, la non competenza di coloro che non trovano adeguato lavoro e che ritengono che la politica sia un escamotage allo stesso (buttandovisi a capofitto e vieppiù risultando eletti e dunque dirigendo la azione del bene comune), è fatto noto ed evidente

A Brindisi, si sa, la  non competenza di coloro che non trovano adeguato lavoro e che ritengono che la politica sia un escamotage allo stesso (buttandovisi a capofitto e vieppiù risultando eletti e dunque dirigendo la azione del bene comune), è fatto noto ed evidente. Parlare al telefono e fare promesse e dispensare sorrisi e non dire mai di no e mentire, risulta un lavoro retribuito dai cittadini che, nella sostanza, non necessita di alcun risultato. Ma la domanda fondamentale è un'altra: e se questi soggetti fanno danni?

Potrebbe configurarsi un danno laddove i responsabili politici  di indirizzo dell'azione dell'ente comunale  non provvedano a denunciare situazioni probabilmente illegittime di spreco di denaro pubblico? La risposta è semplice: no, tanto basta aumentare qualche tassa sui rifiuti o sugli immobili ed il conto torna. Ma vediamo invece cosa dovrebbe succedere nella realtà di diritto.

La Procura Generale della Corte dei Conti ha richiamato più volte, ed in particolare fra l'altro con la nota PG  9434/2007 del 2/8/07 le responsabilità del Collegio dei Revisori degli Enti Locali, specificatamente sulla individuazione dei soggetti ritenuti colpevoli di creazione di danni erariali.  Rileva il suddetto Organo che, trattandosi normativamente di atto dovuto è chiamato a risponderne anche chi omette o ritarda la denuncia dell'evento dannoso provocando addirittura la prescrizione del relativo diritto al risarcimento.

Ebbene, se così stanno le cose, appare utile e giusto informare e responsabilizzare l’organo  ove non fosse ancora a conoscenza per i molteplici impegni cui ha dovuto adempiere sino ad oggi e pur nella limitatezza di tempo,circa alcuni fatti sicuramente ritenuti di mala gestione delle risorse pubbliche e comunque fonte di danni erariali verso l'Ente.

E' da tempo che l'apparato burocratico del Comune “motu proprio” decide, a mezzo di adozione di “determine dirigenziali” il pagamento a pioggia a lavoratori, anche di ripartizioni diverse, di cosiddetti premi incentivanti o di progetti obiettivo che, pur indicati fra gli istituti contrattuali del rapporto di lavoro del dipendente, possono trovare applicazione solo nell'assoluto rispetto delle preventive azioni da porre in essere per l'ottenimento del conseguente beneficio economico.

Ormai gli importi erogati per questi titoli hanno complessivamente registrato cifre di notevolissima entità (si è nell'ordine di circa un milione di euro complessivi) e non trovano sbarramento alcuno sol che si voglia fare riferimento agli interventi di blocco senza risultato delle procedure.

A nulla, infatti, è valso l'intervento del precedente Collegio dei Revisori  che ha rilevato l'anomalia dei pagamenti eseguiti e quindi la illegittimità degli stessi, o del segretario generale dell'ente  che ha invitato il dirigente di settore a non procedere al pagamento del premio per progetti obiettivo e, non per ultimo, non ha ottenuto risposta la coraggiosa segreteria della Uil che ha addirittura denunciato alla sezione regionale della Corte dei Conti il mancato rispetto delle norme che hanno consentito la illegittima  erogazioni dei cosiddetti premi incentivanti.   

Certo che così non va. E' auspicabile, quindi, che ben presto possa trovare un efficace risveglio di forme di verifiche contabili, ormai in sonno da anni, sia sul piano interno al Comune che per la concreta  attivazione, in particolare, della magistratura contabile che, purtroppo, appare dormiente  nonostante le numerose segnalazioni formulate da organi comunali o di controllo.

Si ha motivo di ritenere che non possono restare appese situazioni contabili riguardanti dirigenti,nessuno escluso, ed ente che hanno generato tali casi e che trovano collocazione permanente negli scaffali  delle “pratiche in sospeso”, nella speranza che gli stessi possano essere   probabilmente  attenzionati da parte della procura della Corte dei Conti.

In questa ottica è utile riprendere  la notizia  del direttore di questo organo in data 12 dicembre 2014, circa la restituzione di mezzo milione di euro da parte dei funzionari comunali, a seguito di accertamento del Collegio dei Revisori, che è e rimane  viva sino a quando non si procederà al recupero della intera somma e saranno dissipati tutti i dubbi di danni erariali per l'Ente.

Ed analogo comportamento si rileva per il seguente caso. E' consolidato orientamento delle sezioni giurisdizionali della Corte dei Conti che nessun altro emolumento è dovuto al segretario generale per l'attività di presidente del Nucleo di Valutazione, ma ciò nonostante e pur a conoscenza di tanto l'onorario di che trattasi viene da sempre erogato illegittimamente dalla amministrazione.

Come se non bastasse, con sentenza n. 451/2015/A del 22/7/2015 la Sezione prima giurisdizionale centrale di appello della Corte dei Conti ha inteso ribadire, tra l'altro, il non compenso al segretario generale per l'attività di presidente del Nucleo di Valutazione motivandone tutte le ragioni al diniego.

Necessario potrebbe essere, quindi, la immediata adozione di atto di giunta per il recupero obbligatorio, semmai rateale con l'applicazione però degli interessi di mora, di tutte le somme erroneamente corrisposte al personale dipendente, fugando in tal modo qualsiasi ombra di dubbio sulle mercedi erogate e da erogare ai lavoratori comunali.

E' per sola  correttezza di informazione che  è auspicabile il superamento di quanto forma oggetto del presente articolo così da evitare qualsiasi ipotesi di danno erariale che, come è noto, incide sulla cittadinanza, talché oltre ai sorrisi ed alle strette di mano, magari un atto dovuto non guasta.

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