Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Intervento/ "Serve un piano industriale per rilanciare la Brindisi Multiservizi"

Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Cristiano D'Errico, portavoce del movimento "Per la sinistra", alla nota con cui l'amministratore unico della società partecipata Brindisi Multiservizi, l'avvocato Francesco Trane, a sua volta aveva replicato a un precedente intervento di D'Errico sulla situazione economica dell'azienda

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Cristiano D'Errico, portavoce del movimento "Per la sinistra", alla nota con cui l'amministratore unico della società partecipata Brindisi Multiservizi, l'avvocato Francesco Trane, a sua volta aveva replicato a un precedente intervento di D'Errico sulla situazione economica dell'azienda. 

Ringrazio l’avv. Francesco Trane per la sua replica perché mi da l’opportunità prima di tutto di ribadire pubblicamente la stima che nutro nei suoi confronti, anche come professionista; sia per chiarire alcuni concetti fondamentali che evidentemente si sono persi nei riferimenti normativi che  omunque ribadisco fondati e basati su giurisprudenza ormai consolidata e per le quali sarebbe opportuno un confronto in altre sedi perché potremmo tediare tutti quei lettori che non si appassionano con articoli di legge e sentenze.

Conosco molto bene i suoi sforzi ed il suo impegno e so che la responsabilità di un’amministrazione improvvida non sono da imputare a lui, ma ai suoi predecessori. E so che grazie ai suoi sforzi finalmente il bilancio della BMS nel 2015 sarà in attivo. 

E questo dimostra che la politica dovrebbe superare gli equilibrismi e puntare sulle capacità e le competenze.
Rimangono tuttavia due questioni importanti.

La prima riguarda l’immobile del Comune di Brindisi e quindi di tutti i cittadini. Se questo dovesse passare nel patrimonio della BMS e questa, in forza di legge, dovesse essere messa malauguratamente in liquidazione, lo stesso immobile sarebbe definitivamente perso perché non potrebbe ritornare nel patrimonio del Comune (immobile che si sarebbe dovuto trasferire per il ripianamento delle perdite e che oggi è ancora di proprietà del Comune).
La seconda questione, per certi versi ancor più importante della prima, è la questione della trasparenza che dovrebbe essere uno dei principi cardine che guida un’amministrazione pubblica insieme a quello dell’economicità.

Decidere di erogare, con una delibera consiliare, un milione di euro ad una partecipata (le stesse argomentazioni valgono per l’immobile) senza che la stessa sia accompagnata da un piano industriale che spieghi a chi amministra ed a chi viene amministrato cosa intende fare per i prossimi anni e come, rappresenta, per chi scrive, ma anche per il commissario del Pd Cittadino, la dott.ssa Sandra Antonica, una “dimenticanza” non comprensibile. 

Quindi, non la proposta sic et simpliciter di liquidazione della BMS. Non, come sostiene qualcuno pretestuosamente, il voler mandare a casa i lavoratori della Brindisi Multi Servizi.

Al contrario una proposta che rilanci, là dove fosse possibile, un programma di sviluppo a tutela proprio di quei lavoratori che operano nella BMS e che garantisca ai cittadini un senso al loro sforzo.  Sarà poi la politica ad assumersi la responsabilità se portare a compimento o meno una delibera che interessa la città ed il futuro dei dipendenti della partecipata.

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