Cronaca

“Operazione Primavera, mai dimenticato il sacrificio dei due finanzieri”

L'ex ministro Enzo Bianco a Bruxelles relaziona sul diritto d'asilo e sulla situazione di Sicilia, Calabria e Puglia, e ricorda per BrindisiReport la dura lotta al contrabbando e quei giorni di fuoco del 2000, con le loro vittime

BRINDISI – “Non ho mai dimenticato il sacrificio dei due finanzieri che 17 anni fa persero la vita nel tentativo di bloccare l’auto blindata dei contrabbandieri: da quel giorno lo Stato ha dato una risposta decisiva in termini di legalità, scongiurando il rischio che il Brindisino diventasse terra di criminalità organizzata. E’ anche la mia Puglia e la porto nel cuore”.

Un blindato contrabbandiero scoperto in un bunker sotterraneo

Enzo Bianco, ex ministro dell’Interno, attuale sindaco di Catania, ha ricordato a Bruxelles quel 28 febbraio 2000, il giorno della tragedia di Jaddico, quando una pattuglia della Guardia di Finanza intercettò una Range Rover usata da contrabbandieri e nel tentativo di bloccare la fuga degli uomini di Marlboro city, la Fiat di servizio speronò il blindato.

L’impatto non lasciò scampo ad Alberto De Falco, 33 anni, vice brigadiere, e ad Antonio Sottile, 29, finanziere scelto: morirono sul colpo. Altri due militari delle Fiamme gialle, il vicebrigadiere Edoardo Roscica, 28 anni, e l'appuntato Sandro Marras, 33 anni, rimasero feriti in modo gravissimo.

I finanzieri Sottile e De Falco

Brindisi pianse, lo fece l’Italia intera. Lo stesso ministro Bianco parlò all’epoca con gli occhi lucidi: quei ragazzi li sentiva un po’ come figli, essendo lui stesso di origine pugliese. Padre nato a Fasano, infanzia trascorsa nella Selva, una zia che è arrivata a 102 primavere. E poi la cittadinanza onoraria riconosciuta dal Comune di Fasano di cui va orgoglioso anche ora che è diventato primo cittadino di Catania, nonché presidente della delegazione italiana in seno al Comitato europeo delle Regioni.

“Non ho mai dimenticato quei giorni”, dice Bianco che a Bruxelles è stato relatore di un parere sui migranti e sul diritto d’asilo, tema d’attualità che più di qualche volta ha separato e non unito. All’Europa, al parlamento riunito in assemblea plenaria, ha chiesto di ascoltare il grido di dolore delle terre lambite dal mare che diventano destinazione di migranti, dalla Puglia alla Sicilia.

Uno sbarco di sigarette a Brindis

E ha invitato alla collaborazione. “Non si può pensare di andare avanti scaricando il problema su alcune regioni: serve una politica condivisa”, ha detto. Ha incassato l’applauso dei presenti. Terminata la relazione, si è fermato a ricordare quel che avvenne in Puglia e nel Brindisino in particolare quando era ministro dell’Interno.

“Decidemmo un’azione forte e per questo nacque l’operazione Primavera”, ha detto. “Lo Stato inviò seimila uomini in quattro mesi con un comando unico e ci furono 700 arresti. Era necessario dare il segnale di presenza anche fisica per il rispetto della legalità: solo in questo modo era possibile restituire a quella terra che è anche la mia, la dimensione della legalità”. Brindisi e la Guardia di Finanza anche quest’anno si preparano alla cerimonia davanti a quella lapide in marmo che racconta un pezzo di storia della città, dell’Italia, dello Stato. Per non dimenticare mai.
 

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